Cinema e migrazioni

Filmografie

Film e filmografie, sezione del sito Il Gioco degli Specchi. Oltre a un elenco per titolo dei film sull'immigrazione in Italia sono proposte due filmografie sull'emigrazione e il colonialismo italiani.

Le migrazioni nel cinema, filmografia a cura del Centro Audiovisivi del Comune di Verona, 2004

Libri

Cinema e didattica. Sguardi interculturali, di Costanza Bargellini, Alessandra Barzaghi, Mara Clementi, Gabriella Lessana e Manuela Pursumal, Fondazione ISMU, COE, collana “Strumenti”, 2012, 70 p. La pubblicazione è consultabile online. Vai al documento in archivio Cestim.

Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni, di Andrea Corrado, Igor Mariottini, prefazione di Gianni Canova, Ediesse edizioni, 2013, 160 p., € 12.00

Senza frontiere, l'immigrazione nel cinema italiano, di Sonia Cincinelli, prefazione di Roberto Silvestri, Postfazione di Fulvio Vassallo Paleologo, Edizioni Kappa, 2012, p. 530

I migranti nel cinema italiano, di Sonia Cincinelli, Edizioni Kappa, 2009

Vedere gli immigrati attraverso il cinema. Guida alla formazione interculturale, di Riccardo Triolo, Guerra, 2004

Siti di approfondimento

Archivio delle memorie migranti.
"L’Archivio delle memorie migranti (AMM) raccoglie le memorie di chi arriva in italia per necessità o scelta. L’archivio mira a riunire ricercatori, filmmaker e testimoni migranti nella produzione di narrazioni orali, scritte e in forma audio e video. Per raccontare i viaggi dei migranti e l’accoglienza in Italia da un’altra prospettiva". L'Archivio delle Memorie migranti ha promosso i film "Benvenuti in Italia", di Aluk Amiri, Hamed Dera, Hevi Dilara, Zakaria Mohamed Ali, Dagmawi Yimer, 2012 e "Soltanto il mare", di Dagmawi Yimer, 2011

ZaLab Produzioni, Video Partecipativo e Documentari. Tra i documentari prodotti: A Sud di Lampedusa, Come un uomo sulla terra, Il sangue verde, Mare chiuso
Schegge di Za. Documentari brevi prodotti da ZaLab con il sostegno di Open Society Foundation dedicati alle più gravi emergenze democratiche dell’Italia di oggi. Lo scopo dei mini-doc è raccontare le molte violazioni di diritti fondamentali che attravesano il paese e raccogliere la voce di chi le vive sulla propria pelle, fuori dagli schemi e dalle semplificazioni giornalistiche. I documentari brevi di ZaLab nascono per la diffusione sul web e nell'ambito di campagne di sensibilizzazione e advocacy. I documentari sono visionabili sul sito di Zalab.

Teche Rai, Ricerca all'interno dell'archivio

Festival e rassegne

Crocevia di sguardi. Documentari e aprrofondimenti per capire le migrazioni, Torino.
Festival promosso da Fieri e Antiloco con il contributo di fondazione Crt.

LampedusaInFestival. Il festival delle migrazioni e del recupero della storia orale, Lampedusa.

Bandi di concorso

C’è un tempo per... l'integrazione. Festival di cortometraggi. Un concorso rivolto a tutti i video/filmmaker che intendono affrontare il tema dell’integrazione tra persone, famiglie, popolazioni di diversa appartenenza culturale e provenienza nazionale. Il festival si svolge a Sarnico (BG), sul lago di Iseo, utilizzando i vari ambienti messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale, dalla Parrocchia e dall'Istituto Scolastico Superiore "Serafino Riva".

Premio L'anello debole, Capodarco corto film festival. Promosso dalla Comunità di Capodarco di Fermo, viene assegnato ai migliori video e audio cortometraggi, giornalistici e di fiction, su tematiche a forte contenuto sociale e sulla sostenibilità ambientale.

Memorie Migranti, concorso video per la migliore testimonianza video sul tema dell’emigrazione italiana all’estero, promosso dal Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti”, con la collaborazione dell’Isuc.. Tre le categorie di concorso: Scuole: secondarie di I grado e secondarie di II grado di tutta Italia; Master: gli studenti degli Istituti universitari, Scuole di cinema, giornalismo, televisione e video, Master post laurea; Andati in onda: i prodotti già andati in onda su circuiti televisivi pubblici e privati, sia locali, nazionali che esteri. Per informazioni: www.emigrazione.it. Segreteria organizzativa: info@emigrazione.it, 0759142445.

Immigrazione in Italia

Film (in Italia)

La prima neve, di Andrea Segre, Italia, 2013, 105’.
La prima neve è quella che tutti in valle aspettano. È quella che trasforma i colori, le forme, i contorni. Dani però non ha mai visto la neve. Dani è nato in Togo, ed è arrivato in Italia in fuga dalla guerra in Libia. é ospite di una casa accoglienza a Pergine, paesino nelle montagne del Trentino, ai piedi della Val dei Mocheni. Ha una figlia di un anno, di cui però non riesce a occuparsi. C’è qualcosa che lo blocca. Un dolore profondo. Dani viene invitato a lavorare nel laboratorio di Pietro, un vecchio falegname e apicoltore della Val dei Mocheni, che vive in un maso di montagna insieme alla nuora Elisa e al nipote Michele, un ragazzino di 10 anni la cui irrequietezza colpisce subito Dani. Dal sito www.laprimaneve.com

Italy Amore Mio, di Ettore Pasculli, Italia, 2013, 110’.
Alina, colta e matura ragazza di origine rumena, vive a Milano con il fratellino e i genitori. Sebbene segua un corso di cucito, ama la danza e quasi ogni giorno spia, da dietro i vetri, gli esercizi eseguiti dagli studenti di una scuola di perfezionamento. Per una strana serie di coincidenze riesce ad entrare nel corpo di ballo, pagando la sua retta con le pulizie degli ambienti e lavorando al settore costumi. Mentre stringerà un intenso rapporto con un insegnante, i colpi bassi di una compagna di corso le ostacoleranno la strada. Girato da Ettore Pasculli con il dichiarato intento di sensibilizzare su una precisa tematica sociale, Italy amore mio racconta le problematiche che spesso sono costretti ad affrontare gli italiani di seconda generazione. Nello specifico, questa ragazza, si trova ad affrontare una profonda frattura tra le abitudini (e spesso le costrizioni) legate alla propria etnia di appartenenza e quelle di un’Italia di cui si sente cittadina a metà. Dal sito www.mymovies.it

La mia classe, di Daniele Gaglianone, Italia, 2013, 92'.
Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l'italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo "stop", ma l'intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un'unica vera storia, in un unico film di "vera finzione": La mia classe. Dal sito www.mymovies.it

Sta per piovere, di Haider Rashid, Italia-Iraq, 2013, 91'.
Dove e' casa mia? In Italia, dove vivo da quando sono nato, o in quel Paese lontano che non conosco da dove vengono mamma e papà?". Queste le parole di Said, nome esotico per un caparbio ragazzo di 26 anni che parla toscano ed è nato a Firenze da genitori algerini.
Quando suo padre perde improvvisamente il lavoro, Said si vedrà negato il permesso di soggiorno e sarà costretto insieme al padre e al fratello a "tornare in patria", in Algeria, un posto che lui non ha mai neanche visto. La sua natura combattente lo spingerà dunque ad appellarsi agli avvocati e alla stampa, nel tentativo di attirare l'attenzione sul problema degli immigrati di seconda generazione, intrappolati nei meandri dall'assurda e anacronistica legislazione italiana. Dal sito www.mymovies.it

Piccola patria, di Alessendro Rossetto, Italia, 2013, 110’.
Italia, Nordest. Lucia e Renata sono due ragazze che vivono in un paesino di provincia e che hanno come principale desiderio quello di acquisire denaro per poter partire. Lavorano sottopagate come cameriere in un grande albergo. Luisa ha un ragazzo, l’albanese Bilal. I rapporti tra i locali e gli immigrati sono tesi e Lucia e Bilal ne sono consapevoli. In Piccola patria appare in tutta la sua brutale evidenza il ritratto in nero di un’Italia che sta precipitando nell’abisso di un vuoto culturale che sta divorando anche i valori minimi indispensabili per una convivenza che voglia definirsi civile. Dal sitowww.mymovies.it

Razza bastarda, di Alessandro Gassman, Italia, 2012, 95'.
Roman è un pusher rumeno arrivato in Italia trent'anni fa con la madre e un panino con la maionese. Devoto alla Madonna Nera, a cui lo lega un voto, prega ogni giorno per suo figlio e per il suo futuro, che sogna radioso e lontano dalla periferia. Nicu ha pochi anni e tanta vergogna delle sue origini, che nasconde alla sua ragazza. Dal sito www.mymovies.it

Sotto lo stesso Cielo, di Mary Griggion, Italia, 2012, 76'.
Romania, 1988. Due giovani, Grigore e Vasile, riescono a raggiungere l’Italia, sfuggendo al regime dittatoriale di Ceausescu. Qui, ognuno per la sua strada, cercheranno ciò che li ha spinti alla fuga: Grigore una vita tranquilla ed onesta; Vasile la ricchezza facile, ad ogni costo. Italia, 2002. Florina, rumena, arriva in Italia con il miraggio di un lavoro, ma è vittima di una organizzazione che gestisce la prostituzione di ragazze dell’est. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Alì ha gli occhi azzurri, di Claudio Giovannesi, Italia, 2012, 100'.
Nader ha sedici anni e una fidanzata italiana invisa ai genitori e alla legge islamica. Ma a lui, figlio della seconda generazione, non importa niente delle 'tradizioni', delle proibizioni, delle preghiere in Moschea, quello che desidera veramente lo prende subito, rapinando una drogheria, accoltellando un coetaneo, comprando una fedina e giurando eterno amore sulle note di Gigi d'Alessio. Dal sito www.mymovies.it

Il villaggio di cartone, di Ermanno Olmi, Italia, 2011, 87'.
Una chiesa. Un parroco. Un'impresa di traslochi. La chiesa non serve più e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, ivi compreso il grande crocifisso sopra l'altare. Restano solo le panche in uno spazio vuoto. Il vecchio prete sembra non sapersi rassegnare a questa sorte mentre il sacrestano ne prende atto. Ma, di lì a poco, un folto gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede la sua chiesa riprendere vita ma dall'esterno gli uomini della Legge si fanno minacciosi. Dal sito www.mymovies.it

Io sono Lì, Andrea Segre, Francia/Italia, 2011, 100’.
Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta per lavorare come barista in un’osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici “il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria. Dal sito www.iosonoli.com

Terraferma, di Emanuele Crialese, Italia, 2011, 88'.
Due donne, un'isolana e una straniera: l'una sconvolge la vita dell'altra. Eppure hannouno stesso sogno, un futuro diverso per i loro figli, la loro Terraferma. Dal sito www.terrafermailfilm.it

Ainom, di Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo, Italia, 2011, 94’.
Ainom, ex guerrigliera fuggita in Italia dall'Eritrea, lavora nella stazione sciistica di un paese di montagna al confine con la Francia. Per mantenere figlio e marito rimasti in Africa, accetta suo malgrado le offerte d'amore di Enrico, uomo instabile e violento. Di lei è innamorato anche il Maresciallo dei carabinieri Mario, fratello di Enrico. Il pensiero fisso di Ainom è ricongiungersi alla famiglia e attraversare il confine. Elabora perciò un piano per far arrivare clandestinamente in Italia marito e figlio e fuggire con loro. Dal sito www.mymovies.it

Sette opere di misericordia, di Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio, Italia/Romania, 2011, 103’.
Luminiţa, giovane clandestina che vive ai margini di una baraccopoli, ha un piano per uscire dalla sua situazione. Per portarlo a termine si imbatte in Antonio, anziano malato e misterioso.Lo scontro tra i due è inevitabile e duro, dalle conseguenze inattese. Dal sito www.setteoperedimisericordia.it

Là-bas, di Guido Lombardi, Italia, 2011, 100’.
Yssouf è un giovane ragazzo africano con un animo da artista in cerca del denaro necessario ad acquistare un costoso macchinario con cui produrre le sue opere d'arte. Appena giunto a Napoli, trova ospitalità presso una comunità di immigrati accampata in una piccola villa a Castelvolturno, detta la Casa delle Candele perché molto spesso salta la luce. Mentre gli altri inquilini si guadagnano da vivere vendendo fazzoletti ai semafori o suonando musica per strada, Yssouf si rivolge a suo zio Moses, un potente boss del traffico di cocaina sul territorio. Questi dapprima gli trova un lavoro in un autolavaggio alle dipendenze di un padrone sfruttatore, poi lo coinvolge nello spaccio di droga per permettergli di guadagnare più soldi più in fretta. Dal sito www.mymovies.it

Cose dell’altro mondo, di Francesco Patierno, Italia, 2011, 90’.
Una città del Nordest d'Italia. L'immigrazione incide sul tessuto sociale. L'industriale Golfetto non la sopporta nella maniera più assoluta e scarica tutta la sua xenofobia in uno spazio a lui riservato nella tv locale che finanzia. Intanto fa ritorno a casa Ariele, un poliziotto con madre con Alzheimer e un tempo compagno della maestra Laura che ora attende un figlio da un africano. Un mattino però, dopo un fenomeno temporalesco anomalo, tutti gli extracomunitari e gli stranieri in genere scompaiono dal territorio. Bisogna arrangiarsi da soli. Dal sito www.mymovies.it

Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio, di Isotta Toso, Italia, 2010, 96’.
In un condominio di Piazza Vittorio convive suo malgrado una comunità multietnica. L'ingresso alla palazzina è vigilato da Benedetta, portinaia intollerante e indiscreta sempre impegnata nella maldicenza e nella pulizia dell'ascensore. Asseconda la sua animosità la signora Fabiani, che adora il suo cane e disprezza Maria Cristina, domestica ecuadorena con figlia a carico e amante bengalese. Si prende comunque cura di lei e della sua bambina il professor Marini, docente universitario a cui Dandini, gestore di un bar e di appartamenti, ricorda fastidiosamente la sua milanesità. All'ultimo piano vivono invece i fratelli Manfredini: Marco, avvocato che ha smesso la toga in seguito al drammatico suicidio in carcere del padre, e Lorenzo "gladiatore" gagliardo che vive di espedienti e che morirà misteriosamente in ascensore. Amedeo, condomino modello col vizio della filantropia, verrà accusato del suo presunto omicidio. Proverà a difenderlo e a dargli voce Nurit, fuoriuscita iraniana in cerca di asilo politico e di un miracolo. Ostinata e persuasiva, la donna convincerà i litigiosi condomini ad assistere Amedeo, fino a farlo assolvere dall'incriminazione. Dal sitowww.mymovies.it

Into Paradiso, di Paola Randi, Italia, 2010, 104'.
Alfonso è un ricercatore universitario: timido, impacciato e drammaticamente precario. Alla notizia del suo licenziamento, decide di rivolgersi ad un vecchio amico d'infanzia, un politico in ascesa, nella speranza di ricevere una raccomandazione. Ottenuto il favore, viene coinvolto in una resa dei conti tra camorristi e, costretto a scappare, si rifugia nel piccolo appartamento sul tetto di Gayan, un ex campione di cricket srilankese. La convivenza forzata tra i due permetterà la nascita di una solidarietà umana che cambierà le loro vite. Dal sito www.mymovies.it

Francesca, di Bobby Paunescu, Romania, 2009, 94'.
Bucarest. Francesca è una maestra d'asilo sulla soglia di una decisione importante. Tramite un intermediario ha trovato un lavoro in Italia, come "assistente" di un anziano a Sant'Angelo Lodinese. Avrà, vitto, alloggio e stipendio. Vuole partire, ha i soldi, ma cerca anche l'approvazione dei suoi. Eppure tutti sembrano vedere nell'Italia un pericolo certo, un luogo violento, un finto miraggio. Dal sito www.mymovies.it

Good morning Aman, di Claudio Noce, Italia, 2009, 103’.
Aman è un adolescente di origine somala, scappato da Mogadiscio e scampato alla guerra. Brillante e zelante lava le macchine in un salone d'auto, sperando di poterle presto vendere o addirittura guidare. Quando i giorni sono più bui e la Stazione Termini non è più abbastanza grande per contenere i suoi sogni, Aman sale sulle terrazze dell'Esquilino, immaginando una vita perfetta e un viaggio in Inghilterra. Concentratosi fino al sonno sulle sue aspirazioni, viene svegliato da Teodoro, un ex pugile depresso, sprofondato nel passato e incapace di combattere i suoi fantasmi. Soli e insonni, l'uomo e il ragazzo provano a loro modo a riempire l'uno la vita e la solitudine dell'altro. Dentro una notte romana troveranno con esiti diversi la soluzione al dolore e l'emancipazione dalla paura (di vivere). Dal sito www.mymovies.it. Recensione di Cristina Piccino "Good morning Aman, un doppio di clandestini" da Il manifesto dell'11 novembre 2009.

Mar nero, di Federico Bondi, Italia/Francia/Romania, 2008, 95'.
Angela è appena giunta in Italia dalla Romania avendo trovato un posto come badante a Firenze. La donna anziana di cui si deve occupare è Gemma che ha un figlio sposato che vive a Trieste. Il marito le è appena morto e ha bisogno di aiuto. È però una donna dal carattere molto rigido e autoritario e fa fatica ad accettare che una sconosciuta le giri per casa. Progressivamente però si affeziona alla giovane romena che desidera mettere da parte un po' di soldi per poi poter avere un figlio dal marito Adrian. Il quale però, durante le festività natalizie, smette di rispondere alle sue telefonate. Angela, che ha saputo che l'uomo è stato licenziato, vuole tornare in Romania per affrontare la realtà. Dal sito www.mymovies.it.

L’ ultimo pulcinella, di Maurizio Scaparro, Italia, 2008, 89’.
L'ultimo Pulcinella liberamente ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini, è la storia di un rapporto spesso traumatico tra un ragazzo napoletano che cerca nuovi stimoli creativi e di vita lontano dalla sua città, e di un padre, artista di strada, che guadagna con fatica la vita continuando a cantare e a recitare nelle piazze di Napoli "le storie di Pulcinella". È anche la storia quindi di un mondo che cambia, di generazioni che stentano a capirsi, ambientata fra la Napoli d'oggi e la Parigi delle banlieues, altro crocevia di faticose e spesso violente contraddizioni, dove padre e figlio cercheranno con fatica di costruire nuovi sogni anche attraverso il teatro. Ma la disillusione sarà più forte della speranza. Dal sito www.mymovies.it.

Bianco e nero, di Cristina Comencini, Italia, 2008, 100’.
Elena è devota alla sua attività come mediatrice culturale tra gli africani e le istituzioni italiane, ma inconsciamente spera che il suo impegno possa in qualche modo espiare i pregiudizi razziali dei genitori borghesi. Il marito Carlo non condivide il suo stesso entusiasmo e non ama accompagnarla alle serate benefiche promosse dall'associazione perché si sente fuori luogo. Finché non conosce Nadine, l'affascinante moglie senegalese del collega di Elena, e se ne innamora. Dal sito www.mymovies.it.

La giusta distanza, di Carlo Mazzacurati, Italia, 2007, 106’.
Quando nel paesino di Concadalbero, alle foci del Po, arriva la nuova maestra elementare, la bella e cittadina Mara, la nebbia sembra diradarsi e gli occhi degli uomini tornano a guardare. È così per Giovanni, diciottenne al primo incarico di inviato per "Il Resto del Carlino" e per Hassan, meccanico tunisino stimato e rispettato, in una parola "integrato". Sotto lo sguardo curioso del più giovane, nasce la storia d'amore tra i due adulti, dapprima sotto il segno dell'inquietudine (Hassan spia la ragazza al buio della sera), poi della passione, infine della tragedia. Solo trasgredendo alla regola della "giusta distanza" raccomandatagli dal direttore del giornale, che lo vorrebbe né indifferente né troppo coinvolto, Giovanni riuscirà a riportare la giustizia nel paese (l'Italia) dei giudizi scontati. Dal sito www.mymovies.it.

Riparo, di Marco Simon Puccioni, Italia, 2007, 100'.
Anna e Mara si amano contro le costrizioni sociali, ora latenti, ora manifeste, che investono la coppia mettendone in tensione ruoli, abitudini, codici comportamentali e caratteriali. Il loro già precario equilibrio viene definitivamente destabilizzato da Anis, un giovane immigrato magrebino, attratto dalle promesse dell'occidente. Nascosto nel bagagliaio dell'auto delle due donne, di ritorno da una vacanza in Tunisia, Anis supera la frontiera. Sarà l'inizio di una convivenza lunga e difficile che dovrà fare i conti con la disapprovazione della madre di Anna, col biasimo silente del padre di Mara e con le regole inflessibili della società. Dal sito www.mymovies.it

Dietro la porta, di Carlotta Ehremberg, Italia / Germania, 2007, 6'. Cortometraggio.
Sonia, una giovane migrante dell’Est Europa, si trova nelle mani di Giancarlo, che la costringe a prostituirsi. Una sera Sonia e Giancarlo cenano in un ristorante, dove si trova anche Elena insieme alla madre anziana della quale deve prendersi cura. Sonia va al bagno dove incontra Elena, che l’aiuta a scappare. Ma la sua liberazione si rivelerà solo apparente. Dal sito www.acortodidonne.it

Roma piuttosto che voi, di Tariq Teguia, Algeria/Francia/Germania, 2006, 111’.
Per più di dieci anni, l'Algeria è stato il teatro di una guerra sommersa, combattuta senza eserciti al fronte ma che ha causato più di 100 mila morti. Il giovane Kamel vuole lasciarsi tutto alle spalle e raggiungere i suoi amici in Italia. Prima di farlo, deve però convincere la fidanzata Zina a partire con lui e, soprattutto, ha bisogno di entrare in possesso di un passaporto falso, che gli dicono che potrebbe essere procurato da un ombroso marinaio di nome Bosco. Insieme a Zina, Kamel parte così per un viaggio alla ricerca di Bosco che, attraversando il centro di Algeri e le periferie deserte, li porterà a cadere nelle mani della polizia militare. Dal sito www.filmtv.it

Cover Boy, di Carmine Amoroso, Italia, 2006, 97’.
Ioan, 23 anni, lascia la Romania per cercare fortuna in Italia in compagnia di un amico. Arriva però da solo a Roma e viene aiutato da Michele che lavora alla stazione. L'uomo lo ospita e se ne innamora anche se il ragazzo sembra non accorgersene. La loro vita non è semplice: i lavori di Michele sono precari e Ioan è immigrato irregolarmente. Ma una donna entra nella loro vita provocando un inatteso cambiamento. Dal sito www.mymovies.it

Il mondo addosso, di Costanza Quatriglio, Italia, 2006, 90'.
Arrivano da lontano, hanno abbandonato famiglia, affetti, lavoro, per fuggire dalla guerra e dalla povertà. Sono giunti in Italia per dimenticare il passato e provare a costruirsi un futuro che allontani le incertezze e conceda la speranza di una vita dignitosa. Portano con sé il ricordo delle loro case, dei territori devastati dalle continue lotte, della miseria che da sempre accompagna i loro destini. Dal sito www.mymovies.it

Sotto la stessa luna, di Carlo Luglio, Italia, 2005, 93’.
Si dice, a volte, che siamo tutti "sotto la stessa luna", ma bisogna vedere come ci si sta. La vita di due giovani rom, Pavel e Oliver, a Scampia, un quartiere periferico e a rischio di Napoli, non è facile: i due ragazzi, infatti, devono confrontarsi ogni giorno con una società che non accetta ancora il "diverso", con il degrado morale e urbanistico e con il gruppo del giovane boss camorrista che imperversa su quel territorio. Poi c'è Franco che ha scontato in carcere la sua pena, ora è uscito e vuole ricominciare tutto senza più commettere errori; e Nino, il saggio barista del campo nomadi, che ricorda ai più giovani che - a differenza del modello di vita dei ragazzi affiliati alla mafia (a qualunque mafia) - una via d'uscita c'è . Dal sito www.mymovies.it

Saimir, di Francesco Munzi, Italia, 2005, 88'.
I protagonisti sono due stranieri, un padre e un figlio di quindici anni, due immigrati dell’Est Europa, con un rapporto forte. Il padre traffica con i clandestini provenienti dall'Albania impiegandoli poi nei suoi affari pochi puliti. Il giovane non condivide le attività del padre, ma allo stesso tempo non trova la forza per ribellarsi. Sino a che un giorno il padre aiuta un noto mafioso albanese capo di un' organizzazione legata alla prostituzione. Il ragazzo ha una reazione violenta, si scontra con il padre e decide di abbandonarlo. Inizia così un suo cammino tutto personale alla ricerca di un riscatto possibile. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Quando sei nato non puoi più nasconderti, di Marco Tullio,Giordana/Italia/Regno Unito/Francia, 2005, 105'.
Sandro è il giovane figlio di un industriale bresciano. La sua esperienza quotidiana lo mette a contatto con persone provenienti da diversi paesi extracomunitari ma la sorte che lo attende gliene farà sperimentare direttamente le profonde sofferenze. Infatti, nel corso di una vacanza in barca a vela verrà sbalzato fuoribordo, creduto morto dai genitori ma salvato e issato a bordo di una 'carretta del mare' che trasporta clandestini. Qui diventerà amico di due giovani romeni. Dal sito www.mymovies.it

Il vento fa il suo giro, di Giorgio Diritti, Italia, 2005, 110'.
Quando si incontrano sul proprio cammino pellicole simili, vien da gridare che il cinema italiano non solo non è morto, ma si ha voglia di abbassare la testa e volgere lo sguardo altrove, vergognandosi persino di averlo pensato. Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto. Dal sito www.mymovies.it

Lettere al vento, di Edmund Budina, Italia, 2002, 84'.
Niko ha cinquant'anni e vive in Albania. E' disoccupato e, per sopravvivere, può contare solo sui soldi che gli invia il figlio Mikel, emigrato in Italia per lavoro. Anche se il denaro continua ad arrivare puntualmente, ad un certo punto il ragazzo smette di rispondere alle sue lettere e Niko perde le sua tracce. In paese qualcuno sa, ma nessuno vuol parlare. L'uomo decide di partire per Torino e scoprire da solo cosa è accaduto al figlio. Raccontare l'Albania oggi implica da un lato coraggio e dall'altra un rischio notevole: confrontarsi con l'Amelio di "Lamerica", che già sembrava aver detto la parola definitiva sul tema. Va detto che, pur perdendo la sfida, "Lettere al vento" non sfigura. Dal sito www.mymovies.it

L' italiano, di Ennio De Dominicis, Italia, 2001, 88'.
Nel 1991 Giorgio, un giovane albanese con un po' di sangue italiano nelle vene (il nonno faceva parte delle truppe di occupazione fascista italiane in Albania) sbarca, con migliaia di altri connazionali, sulle coste pugliesi. Ha sempre sognato di arrivare in Italia e spera che il fatto di avere un antenato italiano lo aiuti ad integrarsi meglio e più rapidamente nel nostro Paese. Ma le speranze muoiono in fretta, prima sull'Appennino abruzzese, dove continua a sentirsi un emarginato, e poi a Roma, dove entrerà a far parte di una banda di malavitosi. Il film è pervaso da una costante sensazione di ineluttabilità del destino, che sfocia in un amaro e rabbioso pessimismo. Dal sito www.mymovies.it

Nemmeno in un sogno, di Gianluca Greco, Italia, 2001, 110'.
Un pastore di una remota regione asiatica, incaricato di consegnare una valigia a due sconosciuti, sbarca clandestinamente sulle coste della Puglia, si trova per caso coinvolto nella bella vita di un villaggio turistico. Scambiato per uomo sensibile e saggio, si trasforma in una sorta di profeta in mezzo ai villeggianti. Se avete un bel ricordo di "Oltre il giardino" perché rovinarvelo andando a vedere questo filmetto che cita cinema qua e là a caso? Nemmeno per sogno! Dal sito www.mymovies.it

Tornando a casa, di Vincenzo Marra, Italia, 2001, 88'.
Un gruppo di pescatori, tre napoletani e un algerino, durante la notte attraversa clandestinamente le acque territoriali per pescare nella parte africana più ricca. Il giorno dopo, stanchi per la tensione accumulata, i pescatori discutono sulla opportunità di continuare ad effettuare la pesca clandestina. Franco non è mai stato d’accordo ed è preoccupato. Ancora più di lui lo è il suo compagno algerino Samir. Ma Sasà e Giovanni, gli anziani del gruppo, hanno già deciso: quando calerà il sole, torneranno a sconfinare in quel tratto di mare. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Ospiti, di Matteo Garrone, Italia, 1998, 78'.
Gheni e Gherti, due giovani albanesi che fanno i lavapiatti a Roma vanno ad abitare in casa del fotografo Corrado che diventa presto amico del primo, mentre Gherti, più irrequieto e insofferente, lega con Lino (P. Mura), anziano immigrato sardo che ogni giorno accompagna in giro per la città la moglie, affetta da depressione e mania di persecuzione. Dal sito trovacinema.repubblica.it

L'assedio, di Bernardo Bertolucci, Italia/Gran Bretagna, 1998, 93'.
In un antico palazzo di Roma affacciato sulla scalinata di Trinità dei Monti ed ereditato alla morte di una zia, vive Mr. Kinsky, un americano senza un lavoro preciso, legato solo al pianoforte e alla musica di Bach, Mozart, Grieg. In cambio delle pulizie, Mr. Kinsky ha affittato una stanza a Shandurai, giovane africana che studia medicina. Shandurai ha lasciato in Africa il marito, arrestato dalla polizia e detenuto in carcere. Di questa situazione Mr. Kinsky viene a conoscenza solo quando le regala un anello, le dice che la ama e che vorrebbe sposarla.Dal sito www.comingsoon.it

Giamaica, di Luigi Faccini, Italia, 1998, 84'.
Un ragazzo di colore, desideroso di raggiungere la Giamaica, muore in un incendio doloso in una delle tante periferie romane. I suoi amici cercano i colpevoli nella notte e intanto scoprono se stessi e la speranza in un futuro di solidarietà. Dal sito www.mymovies.it

L'albero dei destini sospesi, di Rachid Benhadj, Italia, 1997, 106'.
Samir è un giovane marocchino che vive in Italia in una comunità di immigrati. È un ragazzo molto in gamba, intelligente, ma la vita che conduce gli va un po' troppo stretta. Ma un giorno gli capita l'occasione di tornare in Marocco per portare al suo villaggio natìo soldi e regali che i suoi compagni sono riusciti a mettere da parte per le proprie famiglie. Appena partito, conosce una ragazza italiana, Maria, molto bella ma piena di problemi. I due diventano amici e alla fine Maria, anche per dimenticare tutte le sue preoccupazioni che la assillano, si lascia convincere ad accompagnare Samir in Marocco. Dal sito www.filmtv.it

Terra Di Mezzo, di Matteo Garrone, Italia, 1997, 78'.
Tre episodi, ambientati nella cintura periferica di Roma, con immigrati (prostitute nigeriane, giovani albanesi in caccia di un lavoro qualsiasi, un egiziano che di notte si trasforma in benzinaio abusivo) che cercano di sopravvivere. 1° film di Garrone, nato, al pari di Libera di P. Corsicato, come cortometraggio (il 1° episodio, premiato al Sacher Festival di Roma) cui sono stati aggiunti gli altri due. Sono legati da una evidente coesione di un cinema dell'attesa e della sospensione, stilisticamente giocato a cavallo tra documentario e finzione, tra esterni e interni, tra luoghi pubblici e luoghi privati. Dal sito www.mymovies.it

Vesna va veloce, di Carlo Mazzacurati, Italia-Francia, 1996, 92'.
Vesna arriva in un autobus a Trieste, da un villaggio della Repubblica Ceca, e non riparte. Per mantenersi si prostituisce finché a Rimini conosce un caposquadra muratore che, dopo essere stato suo cliente, le si avvicina come persona, amico, amante. Ma lei gli sfugge: la sua determinazione a fare soldi è il suo destino. Si può vendere il corpo, salvando l'anima? . Dal sito www.mymovies.it

Lamerica, di Gianni Amelio, Italia, 1994, 127’.
Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature. Hanno bisogno di un prestanome e trovano un vecchio albanese. Ma questi fugge e il giovane lo insegue. Viaggiano insieme, ma nascono molti problemi. Oltre a essere dimenticato dal "socio", scopre che il vecchio è in realtà un italiano. Intorno a loro un paese allo sbando che campa di stenti e guarda la televisione italiana. Prenderanno una nave che li riporta in Italia. Dal sito www.mymovies.it

Un’anima divisa in due, di Silvio Soldini, Italia, 1993, 122’.
Pietro, separato dalla moglie e con un figlio, lavora in un grande magazzino di Milano, fa l’osservatore occulto. Controlla cioè se qualcuno commette furti. Conosce un giorno Pabe, una zingara che ha tentato di rubare, e vuole aiutarla a togliersi dall’ambiente dove l’hanno costretta a vivere. Allora fuggono lontano, ad Ancona, dove abita il suocero di Pietro e in seguito lei trova lavoro come cameriera in un albergo. La incolpano ingiustamente di furto. Se ne devono dunque andare ma ormai sono definitivamente uniti. Una storia sulle problematiche degli zingari in Italia, senza sermoni e con un “quanto” di ironia che rende tutto più credibile. Due culture completamente diverse a confronto. Dal sito www.mymovies.it

L'articolo 2, di Maurizio Zaccaro, Italia, 1993, 106'.
Said Kateb, algerino, vive in un quartiere da poco sorto nelle campagne dell'hinterland milanese con la moglie Malika e i tre figli. Said è un immigrato della prima generazione con tutti i permessi in regola, quindi "diverso" rispetto ai tanti immigrati semiclandestini e disperati di oggi. Difatti, pur essendo musulmano, è decisamente integrato: ha un lavoro e con il suo stipendio può mantenere la famiglia e anche spedire, di tanto in tanto qualche risparmio a casa, in Algeria. La sua è un'esistenza fatta di fatica ma anche di grande dignità e fierezza e i suoi compagni di squadra, con i quali lavora agli scavi per una nuova linea della metropolitana, lo apprezzano e lo rispettano.Dal sito www.mymovies.it

Clandestini nella città, di Marcello Bivona, Italia, 1992, 95'.
Alì è un tunisino che emigra nel nostro paese. Scacciato dalla pensione dove dorme, inizia a vagare senza meta. Nasce l' amicizia con Lallo, un ragazzo sensibile che male si intende con il suo datore di lavoro e con Rosa, una ragazza sognatrice che vende fiori e sogna una vita diversa, a misura d' uomo. Giorno per giorno Alì si renderà conto che per lui sarà impossibile trovare un lavoro ed inserirsi nella società. Come rimedio resta solo il sogno, interrotto purtroppo da una realtà troppo cruda. Dal sito www.comingsoon.it

Pummarò, di Michele Placido, Italia, 1990, 100'.
Laureato in medicina parte dal Ghana per l'Italia in cerca del fratello venuto a lavorare come raccoglitore di pomodori. Onesto ed efficace film di impegno civile, didattico ed espositivo. Placido, aiutato da una robusta sceneggiatura, ha fatto un coraggioso viaggio attraverso le varie forme del razzismo quotidiano. Dal sito www.mymovies.it

Documentari (in Italia)

Terranera, di Riccardo Napoli e Massimo Malerba, CGIL-FLAI, Italia, 2015, 23'. Trailer.
Un film che racconta il lavoro nero, lo sfruttamento minorile e il caporalato nelle campagne della Sicilia Orientale. Un "viaggio" disperante nelle piazze del reclutamento di manodopera dominate dai "caporali" o tra le capanne di cartone in cui vivono, al freddo e dormendo sulla nuda terra, i migranti costretti a pagare un “pizzo” che va dai 5 ai 15 euro al giorno per poter lavorare.

Come il peso dell'acqua, di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre. Regia di Andrea Segre, 2014, 110'. Documentario, spettacolo teatrale, reportage prodotto da RAI3 con Ruvido Produzioni, distribuito da Zalab: distribuzione@zalab.org. Trasmesso in prima serata su Rai3, il 3 ottobre 2014, a un anno dalla tragedia di Lampedusa. Video nell'archivio Rai.

Insiders-Outsiders, di Sarah Trevisiol, Matteo Vegetti, Italia, 2014, 35'. Prodotto da: Ethnologischer Verein Südtirol - Associazione Antropologica Alto Adige, Franzproduction
Sarah Trevisiol e Matteo Vegetti: “Cosa significa oggi essere cittadino italiano? Come si diventa parte di una società? E in particolare di quella altoatesina? Chi lo determina e che scelte comporta? Cosa significa esserne esclusi? Sono quesiti che per i sempre più numerosi ragazzi di seconda generazione o quelli senza cittadinanza italiana sono all’ordine del giorno, mentre per gli altri, che la cittadinanza l’hanno acquista automaticamente alla nascita, non sembrano nemmeno esistere. Con questo documentario vogliamo accrescere l’informazione in merito alle norme che regolano il diritto di cittadinanza in Italia, anche in ragione del considerevole aumento del pluralismo culturale all’interno scuole dell’Alto Adige.

Limbo, di Matteo Calore, Gustav Hofer, Italia, 2014, 56'
"Immaginatevi che una delle persone più care con cui vivete - vostro padre, il vostro compagno, vostra madre, un figlio o un fratello - venga improvvisamente prelavata dalla polizia e imprigionata lontano da casa, con il rischio di essere per sempre espulsa dall’Italia, questo non per aver commesso un reato o un atto violento, ma solo per la mancanza di documenti in regola. Un pericolo tanto angosciante quanto reale per le famiglie di molti immigrati inseriti nella nostra società ma in conflitto con la burocrazia."

Il futuro è troppo grande, di Giusy Buccheri e Michele Citoni, Italia, 2014, 79'
Re e Zhanxing, due giovani di seconda generazione, tra studio e lavoro, famiglia e amore, aspettative e timori nell’Italia di oggi. Re è nato a Roma in una famiglia filippina. Vive con i genitori e la sorella, è fidanzato, frequenta l’università e lavora, spera di trovare nell’arte la propria realizzazione. Zhanxing è nata in Cina e all’età di dieci anni ha raggiunto i genitori che si erano trasferiti in Italia. Si è laureata, vive sola, è in cerca di una chiara definizione di sé e proverà a trovarla viaggiando lontano verso le proprie origini.

EU 013 L’Ultima Frontiera, di Alessio Genovese, Italia, 2013, 62'. Realizzato con il sostegno di Open Society Foundations.
“EU 013 L’Ultima Frontiera” è il primo film documentario girato all’interno dei Centri di identificazione e di espulsione italiani (Cie.), dove ogni anno circa 8mila persone vengono trattenute per un periodo di tempo che arriva fino a 18 mesi, in regime di detenzione amministrativa, cioè senza avere commesso un reato penale e senza essere stati giudicati nel corso di un processo. Sessanta minuti di immagini inedite che mostrano i retroscena del controllo delle frontiere italiane e la vita quotidiana nei Cie. Protagonisti sono gli agenti della Polizia di Frontiera e i migranti irregolari. Grazie alla collaborazione con il Ministero dell’Interno, le telecamere sono riuscite a entrare dove nessuno era arrivato prima. Dal sito www.redattoresociale.it

Schiavi, di Stefano Mencherini, Italia, 2013, 16'.
"Schiavi" mette in luce come masse incredibili di migranti (rifugiati, richiedenti asilo e irregolari) finiscano nella rete dei nuovi schiavi. Nel film inchiesta, che raccoglie anche testimonianze sull'unico processo aperto in Europa con accuse di riduzione in schiavitù verso datori di lavoro e caporali (il processo è in corso a Lecce), interviene anche il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Khalid for president! , di Arrigo Benedetti, Italia, 2013.
Un documentario dedicato al neodeputato: “La mia è la storia di tanti giovani impegnati a far crescere l’Italia”. Il regista Benedetti: “Nessuno può prevedere il futuro, ma sarebbe sbagliato non accorgersi del presente”. Dal sito www.stranieriinitalia.it

Welcome to Brescia 2, di Andrea Rossini, Italia, 25'.
Mentre si reca al Palazzo di Giustizia di Milano per partecipare all'udienza che deciderà della sua domanda di asilo politico, un uomo rievoca gli avvenimenti che lo hanno portato a cercare rifugio in Italia. La fuga dal Ciad, la violenza della guerra in Libia, le umiliazioni provate nel sistema di accoglienza italiano accompagnano il suo viaggio attraverso la pianura padana. Dal sito www.nuovoeden.it

The journey - Africani a Verona, di Peter Ewanfoh Obehi, Nigeria / Italia, 2013, 30'.
Prodotto per la testata giornalistica di informazione online AfricaNews.it, sulla presenza degli africani a Verona negli ultimi 35-40 anni. In questo secondo documentario vengono esplorati i cambiamenti avvenuti nel quartiere di Veronetta dove coabitano persone provenienti da diverse culture. Dal sito www.veronafilmcommission.org

Va' pensiero. Storie ambulanti, di Dagmawi Yimer, Italia, 2013, 56'.
Va’ pensiero è il racconto incrociato di due aggressioni razziste a Milano e Firenze e della complicata ricomposizione dei frammenti di vita dei sopravvissuti. Milano: Mohamed Ba, 50 anni, griot, attore e educatore senegalese residente in Italia da 14 anni, viene accoltellato il 31 maggio del 2009 in pieno giorno, nel centro di Milano. Firenze: Mor e Cheikh, immigrati anche loro dal Senegal e residenti a Firenze, vengono colpiti il 13 dicembre 2011 mentre sono al lavoro al mercato di San Lorenzo. Le storie dei tre protagonisti s’incrociano nel racconto delle loro drammatiche esperienze di vita e, malgrado tutto, le loro speranze di continuare a vivere in Italia, con la continua paura e incertezza di incrociare uno sguardo o un gesto che li riporti al momento dell’aggressione. Il regista Dagmawi Yimer, rifugiato dall’Etiopia, racconta la violenza dal punto di vista di chi l’ha subita. Dal sito www.va-pensiero.org

Imaginaires en exil, di Daniela Ricci, Italia / Francia, 2013, 53'.
Newton Aduaka, John Akomfrah, Haile Gerima, Dani Kouyaté e Jean Odoutan, cinque registi d’Africa maggiori in esilio : i loro percorsi artistici e personali da Parigi a Washington, da Ouagadougou a Londra, passando per Uppsala e Ouidah. Le loro lotte e il loro quotidiano risuonano con le sequenze dei loro film, i cui personaggi e situazioni sono l’espressione delle loro identità complesse. Attraverso lo sguardo di questi cinque cineasti, costantemente alla ricerca di un equilibrio tra le diverse culture, le maschere cadono e i miti si fracassano! Dal sito festivalafricano.altervista.org

Campososta, di Stefano Liberti/ Enrico Parenti, Italia, 2013, 8'. Mini-doc della seria Scheggie di Za.
Il campo attrezzato di Via Salone è il campo rom più grande d’Europa. All’interno vivono circa 1200 persone rom di varia origine (rumeni, serbi, montenegrini, bosniaci). Il campo è fuori dal G.R.A., non è collegato con i mezzi pubblici e non ha alcuno spazio comune. La distanza tra i container dove vivono le famiglie è di circa due metri. Dal sito www.zalab.org

Rifugiati sulle alpi, di Bram de Waal / Ton Vanderplas / Angelo Van Schaik, Alpi, 2012, 14'. Cortometraggio.
Questo video è stato realizzato tra il 5 e il 7 giugno 2012 da un team di giornalisti Olandesi della televisione di Stato interessati a capire come più di 100 richiedenti asilo arrivati a Lampedusa nell’estate del 2011 potessero essere stati portati a 1800 mt in una struttura privata alberghiera. Dalla loro curiosità è nato questo servizio, il quale oltre a denunciare la situazione di disagio nel quale vivevano inizialmente i ragazzi si è poi concentrato sui nuovi inserimenti e sulla Microaccoglienza Diffusa nei vari Comuni della Valle, da Pisogne a Sellero, ad opera della Cooperativa K-Pax, mostrando gli alti livelli di integrazione raggiunti in oltre 8 mesi dalla nascita del progetto. Dal sito www.k-pax.eu

Aulò: Roma postcoloniale, di Simone Brioni, Ermanno guida e Graziano Chiscuzzu. Soggetto di Simone Brioni e Ribka Sibhatu, Italia, Kimerafilm, 2012, 47′ (con sottotitoli in inglese).
Chi sei? Rispondendo a questa semplice domanda, la scrittrice e saggista italiana di origine eritrea Ribka Sibhatu presenta la storia del suo paese d’origine nella città in cui vive, Roma. [...] La storia di migrazione di Ribka si interseca alle storie collettiva della diaspora del popolo eritreo, e mostra non solo il colpevole lascito del colonialismo italiano nel suo paese natale, ma di come la mancata decolonizzazione della memoria influenzi la percezione che gli italiani hanno dell’immigrazione. Dal sito www.kimerafilm.com

La Quarta Via: Mogadiscio Italia, di Kaaha Mohamed Aden e Simone Brioni, Italia, Kimerafilm, 2012, 38′.
Kaha Mohamed Aden racconta di Mogadiscio, sua città natale, e ne ricostruisce la storia a Pavia, luogo in cui la scrittrice attualmente risiede.
La capitale della Somalia è divisa in cinque vie, che corrispondono a diversi periodi storici. La quarta via simbolizza l’attuale guerra civile, che nega i periodi precedenti e rende necessaria la speranza in una quinta via.
La quarta via risolleva l’attenzione verso un paese che ha condiviso molte relazioni storiche con il nostro, ma viene puntualmente dimenticato dai media italiani. La storia di Mogadiscio fa sorgere alcune domande fondamentali sulla storia d’Italia, presupponendo che non quest’ultima possa risultare limitata, se non distorta, senza considerare la storia delle colonie, sul quale esiste tuttora una colpevole amnesia. www.kimerafilm.com

Milleunanotte, di Marco Santarelli, Italia, 2012, 82'.
Un tempo che non passa mai, come un nastro che si riavvolge ininterrottamente, appeso al flebile filo dei ricordi passati e delle speranze per un futuro che sembra non voler arrivare. È il tempo di Milleunanotte, documentario girato dal filmmaker Marco Santarelli all'interno del penitenziario Dozza di Bologna, il carcere italiano con il maggior numero di detenuti stranieri. Il regista filma la vita carceraria, nelle sezioni penale e giudiziaria, là dove si trova chi è in attesa giudizio, dove si concentrano le storie più drammatiche. Santarelli racconta queste storie sospese tra speranza e rassegnazione, voglia di riscatto e paura di non farcela, riprendendo le ore di socialità in cella e gli incontri tra i detenuti e gli educatori o i mediatori culturali. Dal sito www.mymovies.it

La nave slitta, di Stefano Malosso, Italia, 2012, 17'. Cortometraggio.
ra gennaio e febbraio 2012, 14 profughi ospitati in Valle Camonica (BS) grazie al progetto Accoglienza Diffusa hanno partecipato ad un laboratorio creativo per la costruzione di maschere e costumi di Carnevale attraverso materiali poveri e di scarto. Il laboratorio, organizzato dalla cooperativa sociale K-Pax e tenuto da Paolo Geroldi e dalla sua compagna Marisa, ha dato l’opportunità ai ragazzi coinvolti di raccontare la propria storia personale, attorno alla figura-chiave della naveslitta: un racconto, il loro, che parte dalla fuga dal loro paese d’origine e al turbolento viaggio in mare, fino allo smistamento di Lampedusa, alla residenza forzata nella struttura di Montecampione (a quota 1.800 metri), per poi finire alla loro attuale vita nei paesi della Valle Camonica. Dal sito www.k-pax.eu

Anija, la nave, di Roland Sejko, Italia, 2012, 80'.
Il mare, la notte e il carico di zucchero sotto i piedi. Poi i sorrisi, i segni di vittoria, gli sguardi colmi di speranza. Migliaia di cittadini albanesi, nei primi Anni Novanta, hanno voluto raggiungere l'Italia, allora il paese del benessere (da loro conosciuto attraverso il piccolo schermo), per tentare di fuggire per sempre da un paese distrutto dalla dittatura comunista di Enver Hoxha. Tra la partenza rocambolesca da Durazzo all'attracco finale ai porti italiani, il loro viaggio si è distinto per un riverente e ossequioso silenzio che ha riempito le ore di attesa prima dell'arrivo a terra. Il grande esodo di quel burrascoso periodo ha segnato una svolta nella storia dell'Albania e ha inaugurato un flusso umano, fatto di sogni e disperazione, che ancora oggi segna l'Italia . Dal sito www.mymovies.it

La prigione degli altri, di Mattia e Alessandro Levratti, Italia, 2012, 21'.
La prigione degli altri è un film realizzato per il Naga da Alessandro e Mattia Levratti che, attraverso una serie di interviste, apre una riflessione sulla funzione delle carceri italiane nella gestione del fenomeno dell'immigrazione. Le interviste sono state realizzate ad alcuni immigrati ex carcerati: le loro parole non esprimono solo il lascito traumatico di questa esperienza, ma anche e soprattutto un desiderio di cittadinanza e riabilitazione sociale. Dal sito laprigionedeglialtri.blogspot.it

La vita che non CIE, di Alexandra d'Onofrio, Italia, 2012, 53'.
Un bambino di cinque anni che si ostina a chiedere alla mamma dov'è finito papà e perché non torna più a casa. Le mani di un ragazzo innamorato che tremano scosse dalla rabbia in una gabbia, un attimo prima della rivolta. E il limbo di un uomo che da ex prigioniero si prende cura degli amici ancora dietro le sbarre, contando i giorni che mancano alla loro uscita. Sono le storie di Kabbour, Nizar e Abderrahim. Tre nomi per raccontare le vite che stanno dietro alle statistiche della macchina delle espulsioni. Così la regista Alexandra D'Onofrio prova a ribaltare l'estetica della frontiera. Affinché i numeri del Viminale tornino a essere uomini e donne in carne e ossa. Con una storia che va oltre il Cie, che ha un prima e un dopo, un dentro e un fuori la gabbia. E con un dato universale, che sia l'amore, la paternità o la solitudine, in cui tutti noi ci possiamo identificare per avere la certezza che nel 2012 viaggiare non è e non può essere un reato.Dal sito www.cinemaitaliano.info

Mohamed il pescatore, di Marco Leopardi, Italia, 2012, 52'.
Il film-documentario “Mohamed e il Pescatore” (52′, 2012), che racconta la storia vera dell’incredibile salvataggio di Mohamed, unico superstite al naufragio di un gommone di 47 persone nel Mediterraneo, da parte di Vito, pescatore di Mazara del Vallo, sarà proiettato in anteprima in occasione della giornata mondiale dei migranti, il 18 dicembre. Nel film, Mohamed, che ora vive in una grande città europea, torna in Sicilia per conoscere il pescatore che lo ha salvato, e per cercare un lavoro e una vita migliore. Dal sito www.quasarmultimedia.it

Mineo Housing, di Cinzia Castania, Italia, 2012,62'.
In mezzo a una distesa di agrumeti, nel cuore della Sicilia, a ridosso di una strada statale, vagano giovani immigrati. La loro destinazione è il Centro di accoglienza per richiedenti asilo, nato sull'onda di un'emergenza improvvisa. Prima la struttura ospitava un residence a 5 stelle, ex residenza dei militari statunitensi della base Nato di Sigonella. Il paese più vicino è Mineo, ma per raggiungerlo sono necessarie quasi due ore di cammino e non ci sono mezzi di trasporto né servizi navetta. Molti dei vecchi del posto sono stati emigranti, mostrano comprensione, criticano chi rifiuta gli immigrati, ma si chiedono cosa ci facciano lì. A poco a poco, si mettono a fuoco un filo spinato, la mancanza di servizi essenziali e l'incapacità della politica di affrontare l'accoglienza. Dal sito www.mymovies.it

Il limite, di Rossella Schillaci, Italia, 2012, 55'.
La vita quotidiana dell’equipaggio di un peschereccio d'altura siciliano diventa specchio del presente e racconta della crisi che produce effetti sull’intera esistenza dei pescatori, confinati per lunghi mesi tra la stiva ed il ponte. La Priamo sta rientrando a Mazara del Vallo e l'equipaggio si prepara a riabbracciare i familiari dopo tre settimane di pesca in alto mare tra Lampedusa, la Tunisia e la Libia. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Nadea e Sveta, di Maura Delpero, Italia, 2012, 62'.
Due amiche moldave, un lavoro in Italia, gli affetti lontani. “Nadea e Sveta” è una storia tutta al femminile. Un film sulla maternità, la fuga dalla solitudine, la ricerca della propria “casa”. Dal sito www.nadeaesveta.com

In Nome del Popolo Italiano, di Gabriele Del Grande e Stefano Liberti, Italia, 2012, 7’.
Padri di famiglia, lavoratrici, ragazzi e ragazze nati in Italia. Al centro di identificazione e espulsione (CIE) di Roma ne arrivano ogni giorno. Non hanno commesso alcun reato, eppure rischiano di passare 18 mesi dietro le sbarre in attesa di essere espulsi. La loro detenzione è convalidata da un giudice di pace. In nome del popolo italiano. Mini-doc della serie Scheggie di Za. Dal sito www.zalab.org

Caponero Capobianco, di Rossella Anitori/Antonio Laforgia, Italia, 2012, 6'. Mini-doc della seria Scheggie di Za
Si svegliano quando è ancora buio; ammassati nei furgoni percorrono un labirinto di strade sterrate fino ai campi dove lavorano a testa bassa per oltre dieci ore. Sono i braccianti della grande piana del pomodoro italiano. Dal sito www.zalab.org

Guinea Bissau: a 1 ora da qui, di Roberto Moretto/Edgardo Tufo/Fulvio di Giuseppe, Italia, 2012, 59'.
Se siete abituati a immagini dell’Africa che mostrano continuamente solo povertà, guerre e malattie, questo documentario non vi piacerà. Guinea Bissau, a 1 ora da qui e’ un quadro alternativo di un pezzo d’Africa. Un viaggio alla scoperta di uno dei paesi più impoveriti al mondo, passando dalla caotica Bissau ai villaggi tradizionali, dal museo storico alle affascinanti “città fantasma”, dalla fabbrica di caju in mezzo alla foresta del sud ai parchi naturalistici patrimonio dell’Unesco, per sfatare lo stereotipo di un continente senza futuro. Una telefonata spiegherà tutto. Dal sito www.cinemaitaliano.info

La Nave Dolce, di Daniele Vicari, Italia/Albania, 2012, 90'.
L’8 agosto 1991 una nave albanese, carica di ventimila persone, giunge nel porto di Bari. La nave si chiama Vlora. A chi la guarda avvicinarsi appare come un formicaio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Mare Chiuso, di Stefano Liberti/ Andrea Segre, Italia 2012, 60'.
Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Dal sito www.zalab.org

Benvenuti in Italia, di Aluk Amiri/Hamed Dera/Hevi Dilara/Zakaria Mohamed Ali/Dagmawi Yimer, Italia, 2012, 60’.
Un film documentario in cinque episodi girato a dieci mani da ragazze e ragazzi immigrati in Italia. Un mosaico di piccole storie accomunate dalla ricerca di uno sguardo interno sulla condizione migrante e, insieme, un ritratto composito dell’Italia e del suo sistema di accoglienza riflesso negli occhi di chi arriva. Aluk Amiri, rifugiato afghano giunto in Italia all’età di quindici anni, racconta il giorno del diciottesimo compleanno del suo alter-ego Nasir in una casa famiglia di Venezia. Dal sito www.archiviomemoriemigranti.net

Mohamed e il Pescatore, di Marco Leopardi/Ludovica Jona e Marta Zaccaron, Italia, 2012, 52'.
Una piccola grande storia di un incredibile salvataggio nel Mediterraneo, dell'ultimo sopravvissuto al naufragio di una carretta del mare, dopo una settimana senza acqua ne cibo. La storia di un re-incontro che porta con sé speranza ed umanità. Mohamed è un giovane ragazzo africano che vive alla periferia di una grande città europea, si mantiene facendo lavori saltuari e vive i un appartamento assieme ad altre 5 persone E' uno dei tanti immigrati arrivati in Europa attraverso la "porta Sud": il Mediterraneo. Apparentemente è un ragazzo come tanti, ma la sua storia ha dell'incredibile. Mohamed infatti, è arrivato in Italia - e precisamente a Lampedusa - dopo un viaggio spaventoso: è rimasto per quasi una settimana in mezzo al Mar Mediterraneo (tra la Libia e la Sicilia) aggrappato ad una tavola di legno. Dal sito www.quasarmultimedia.it

La prigione degli altri, di Alessandro e Mattia Levratti, in collaborazione con il Naga di Milano, Italia, 2012, 21'
Il documentario, attraverso una serie di interviste, apre una riflessione sulla funzione delle carceri italiane nella gestione del fenomeno dell'immigrazione. Le interviste sono state realizzate ad alcuni immigrati ex carcerati: le loro parole non esprimono solo il lascito traumatico di questa esperienza, ma anche e soprattutto un desiderio di cittadinanza e riabilitazione sociale.

Piccola terra. In equilibrio sulle "masiere", di Michele Trentin, Italia, 2012 , 54'.
Valstagna, Canale di Brenta, Valsugana, provincia di Vicenza: su piccoli "fazzoletti di terra" un tempo coltivati a tabacco si gioca il destino in controtendenza di personaggi diversi, impegnati nel dare nuova vita ad un paesaggio terrazzato per lo più in stato di abbandono. C'è chi rimane aggrappato con ostinazione e orgoglio all'antico podere di famiglia, chi lascia il posto di operaio presso una cava per ritrovare se stesso, chi venendo dal mondo urbano decide di prendersi cura di campi e muri a secco grazie ad un innovativo progetto di adozione, e chi originario del Marocco, sposato con una ceca, gestisce una pizzeria coltivando il sogno dell'integrazione per i propri figli senza dimenticare gli amati sapori e i profumi della propria infanzia. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Geremia, le pareti del mio cuore, di Marco Campedelli, Metis Africa, 2012, 27'.
Il cortometraggio s’ispira al libro biblico di Geremia. Nel cuore di una città sorda, sazia di cose e povere di amore, si aggira il profeta nelle vesti di un barbone. Il narratore, Marcelo Barros (teologo latinoamericano della liberazione), rileggendo il libro profetico sente il bisogno di uscire a cercare il protagonista tra gli ultimi. Il film si snoda nei volti e nelle voci di gente di strada o di giovani stranieri dalle vite ferite ma piene di dignità. Dal sito www.africanews.it

Le perle di ritorno, di Franco Basaglia, Italia, 2011, 62'.
La storia di Moulaye, il primo immigrato senegalese diventato perliere a Venezia. Arrivato come turista, innamorato dell’arte del vetro, Moulaye affronta uno degli ambienti più chiusi d’Italia, i Maestri di Murano, l’isola del fuoco. Un nuovo viaggio alla scoperta del dramma di un luogo e di un’arte che rischiano di scomparire, intrapreso con gli occhi di chi sa di non poter tornare a casa. Perché a casa si torna solo con qualcosa in mano. In un paese in cui se sei nero sei clandestino e se sei clandestino sei destinato a vendere borse per la strada, cosa succede quando spezzi il cerchio? Dal sito www.venetofilmfestival.it

18 Ius soli, di Fred Kuwornu, Italia, 2011, 52' .
18  storie di ragazze e ragazzi nati e cresciuti in Italia ma con origini :asiatiche, sudamericane, africane e residenti in aeree geografiche diverse dell'Italia. Sono ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro Paese,  parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d'origine dei loro genitori né spesso ne parlano la lingua. Dal sito www.archiviomemoriemigranti.net

Soltanto il Mare, di Dagmawi Yimer, Giulio Cederna e Fabrizio Barraco, Italia, 2011, 50'.
Girato a Lampedusa nel corso del 2010, periodo nel quale l’isola aveva smesso di fare notizia, e completato all’inizio del 2011, quando i nuovi sbarchi l’hanno riportata su tutti i media, il film propone lo sguardo incrociato di due realtà che a Lampedusa raramente dialogano tra loro: quella di un migrante, in questo caso Dagmawi Yimer, sbarcato da clandestino sulle coste dell’isola nel 2006, e quella dei lampedusani. Dal sito www.soltantoilmare.eu

Pasta nera, di Alessandro Piva, Italia, 2011, 62'.
Tra il 1945 e il 1952 più di 70.000 bambini del Sud più svantaggiato furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord. Quei bambini presero in quegli anni il primo treno della loro vita, per lasciarsi alle spalle la povertà e le macerie del dopoguerra e vivere un’esperienza che non avrebbero mai più dimenticato. Pasta Nera riporta alla luce uno dei migliori esempi di solidarietà e spirito unitario nella storia del nostro Paese. Dal sito www.piva.it

Altra Europa, di Rossella Schillaci, Italia/Portogallo, 2011, 75'
Nel novembre del 2008 circa 300 rifugiati somali e sudanesi occupano una vecchia clinica abbandonata in uno storico quartiere operaio di Torino. La clinica è per loro l'unico rifugio, nonostante l’allacciamento all’energia elettrica sia precario e pericoloso e l’acqua corrente ci sia solo in quelle che erano le vecchie cucine della clinica, una per piano, una per circa 80 persone. Ma i rifugiati sono ben intenzionati a costruirsi qui un’alternativa, impegnandosi in corsi di avviamento al lavoro e nello studio della lingua italiana. Ed è proprio la loro determinazione ad animare gli squallidi e gelidi interni della clinica.

Monaco, Italia. Storie di arrivi in Germania, di Alessandro Melazzini, Germania, 2011, 55'
Cosa ci fa un colonnello dell'esercito italiano tra i monti della Baviera?È uno dei 600.000 italiani che vivono in Germania. Ognuno di loro ha la sua storia, ma in Italia non la conosce nessuno. Nella Repubblica Federale invece questi cittadini acquisiti vengono considerati tra i più integrati. Sono quattro milioni gli emigranti italiani che hanno scelto, dalla metà del Novecento in poi, di cercare fortuna al di là delle Alpi. Molti sono tornati, tanti invece sono rimasti. E se negli scorsi decenni il flusso verso Nord aveva subito un rallentamento, negli ultimi tempi si assiste a una nuova forma di emigrazione. Quella dei tecnici e degli scienziati, che trovano oltre confine migliori condizioni di studio e ricerca.

Il rifugio, di Francesco Cannito/Luca Cusani, Italia, 2011, 65'.
116 profughi provenienti dalla Libia sono stati trasferiti in un hotel disabitato sulle Alpi a 1800 metri di altezza. Per mesi hanno vissuto in completo isolamento nell’attesa che venisse riconosciuto il loro status di rifugiati. Questo documentario racconta la loro vita sospesa tra sogni e apettative deluse. Dal sito www.diwanfilm.com

Ferrhotel, di Mariangela Barbanente, Italia, 2011, 73’.
Bari, a due passi dalla stazione centrale. Un piccolo albergo dismesso. Un gruppo di ragazze e ragazzi somali lo hanno occupato e lo hanno trasformato nel luogo da cui partire per costruirsi una vita lontano dal loro paese di guerra. Dal sito www.mymovies.it

Aicha è tornata, di Juan Martin Baigorria/Lisa Tormena, Italia 2011, 35'.
Il documentario racconta le migrazioni di ritorno nelle province Khouribga,Beni Mellal e Fkih Ben Salah, principali bacini d’emigrazione dal Marocco verso il Sud dell’Europa, descrivendo le problematiche legate a questo fenomeno da un punto di vista di genere e concentrandosi sulle storie femminili. Narra le vicende di sei donne marocchine, tornate nella loro terra d’origine dopo essere emigrate e aver vissuto in Europa, e mette in evidenza i diversi motivi che le hanno spinte a emigrare, le differenti ragioni che le hanno portate di nuovo in Marocco e soprattutto le difficoltà del ritorno. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Altra Europa, di Rossella Schillaci, Italia/Portogallo, 2011, 75'
Nel novembre del 2008 circa 300 rifugiati somali e sudanesi occupano una vecchia clinica abbandonata in uno storico quartiere operaio di Torino. La clinica è per loro l'unico rifugio, nonostante l’allacciamento all’energia elettrica sia precario e pericoloso e l’acqua corrente ci sia solo in quelle che erano le vecchie cucine della clinica, una per piano, una per circa 80 persone. Ma i rifugiati sono ben intenzionati a costruirsi qui un’alternativa, impegnandosi in corsi di avviamento al lavoro e nello studio della lingua italiana. Dal sito www.clac-lab.org

La curt de l’America, di Lemnaouer Ahime / Francesco Cannito, Italia, 2011, 52’.
La curt de l'America (corte dell'America) era il soprannome di una vecchia casa di ringhiera alla fine di via Padova, nel quartiere Crescenzago a Milano, una volta punto di partenza di emigranti italiani che aspettavano il visto per l'America, ed ora abitazione di immigrati arabi, filippini, bengalesi, cinesi. In questo documentario le immagini del presente si alternano a quelle del passato, le storie di ieri e di oggi si intersecano sui ballatoi restituendo la dinamicità di una società in trasformazione. La casa, però, rimane la stessa degli inizi del secolo, mai ristrutturata. Dal sito it.wikipedia.org

I nostri anni migliori, Matteo Calore / Stefano Collizzolli, Italia, 2011, 45’.
Nel racconto di cinque ragazzi tunisini, incontrati a Manduria, Mineo e Palazzo San Gervasio, un’intera vita soffocata sotto il regime di Ben Ali, la rivoluzione inaspettata e dirompente che l’ha messo in fuga. Poi la possibilità di partire, per alcuni a lungo sognata e per altri solo improvvisata. Dal sito inostriannimigliori.wordpress.com

Albania. Il paese di fronte, di Roland Sejko, Italia, 2011, 60’.
E’ una produzione dell'istituto Luce e di Fox Channel Italia, che vuole raccontare agli italiani un secolo di storia albanese attraverso immagini di archivio italiani e albanesi, tra cui molte inedite. Il documentario porta la firma di Roland Sejko, giornalista albanese, ma italiano di adozione. Attraverso le immagini e i commenti di alcuni dei più noti storici in materia, e di personalità di spicco della cultura albanese, l'Albania viene presentata agli italiani seguendo la storia del paese dalla proclamazione d'indipendenza al crollo del regime comunista, con particolare riguardo ai rapporti ambigui e mutevoli con l'Italia. Dal sito www.balcanicaucaso.org

Libera tutti, film corale a cura del laboratorio videopartecipativo del circolo Arci Thomas Sankara di Messina, Italia, 2011, 109’.
Il film è realizzato da ragazzi di origine straniera e non, tra i 15 ed i 30 anni, che, grazie alla formazione acquisita attraverso il laboratorio video del progetto "Spunti di Vista" curato dal video-maker Giuseppe Minolfi e da Patrizia Maiorana, hanno potuto autoprodurre un'opera che racconti il loro quotidiano, le aspettative, il rapporto con la società in cui vivono, la loro definizione dell'inclusione sociale e la loro percezione dei fenomeni di discriminazione. Dal sito trovacinema.repubblica.it

Io sono. Storie di schiavitù, Barbara Cupisti, Italia, 2011, 61’.
Sono storie di quotidiana schiavitù quelle dei protagonisti: Mohammad, arrivato in Italia a 14 anni, lavora e studia per ripagare la cifra dovuta per il suo viaggio; Dadir, dalla Somalia approda in Italia dopo aver pagato il passaggio ben quattro volte; Solomon, ex bambino soldato fuggito dalla guerra in Somalia; Elizabeth, che è riuscita a ricostruire la sua vita, dopo aver denunciato i propri sfruttatori. E poi le vicende di Kabir, Jennifer, Julia e tanti altri. Dal sito www.mymovies.it

Il castello, di Massimo D'Anolfi / Martina Parenti, Italia, 2011, 90’.
Il documentario racconta un anno vissuto all'interno dell'aeroporto di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia e le procedure mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano. Lo sguardo entra in quelle stanze precluse alla maggior parte dei viaggiatori, spazi in cui gli uomini divengono variabili strette dentro la grande macchina del controllo. Dal sito www.mymovies.it

Da Umberto: Un siciliano all'Estero, di Morena La Barba, Salvatore Parrinello, Italia, 2011, 18'
Umberto, musicista e liutaio, vive a Bologna, ma rivendica con fierezza la sua sicilianità. Amici, conoscenti, passanti, curiosi, si ritrovano al pomeriggio nel suo vecchio laboratorio situato in un quartiere periferico della città. Il film è un viaggio su un’isola oggi scomparsa. Un’isola di resistenza e di memoria nell’arcipelago metropolitano, dove le differenze convivono e si aprono al mondo attraverso il piacere del gioco e la passione per la musica. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Viaggio a Lampedusa, di Giuseppe di Bernanrdo, Italia, 2010, 50'.
l nostro Viaggio a Lampedusa inizia come una barzelletta: “C’erano un Tedesco, un Greco e un Siciliano…”. Un giorno il mio amico Fred mi dice: “voglio fare un salto a Lampedusa”. Io mi chiedo perché. Fred abita a Ferrara e lavora per una cooperativa che si occupa di accoglienza presso un centro dal nome suggestivo, “Jerry Maslow”. Quando mi dice dell’idea di andare a Lampedusa, ne intuisco subito i motivi: sono da poco finiti i disordini di Gennaio 2009 al C.I.E. di contrada Imbriacola, a Lampedusa. Fughe di clandestini dal centro, manifestazioni in piazza, spiegamento massiccio di forze dell’ordine. Ma che cosa è successo davvero? Dal sito www.viaggioalampedusa.it

Il sangue verde, di Andrea Segre, 2010, 57'.
Le voci, i volti e le storie dei protagonisti delle manifestazioni che nel Gennaio 2010 in un piccolo paese della Calabria, Rosarno, hanno portato alla luce le condizioni di degrado e ingiustizia di migliaia di braccianti africani. Dagli anni '90 in poi in Italia, in particolare in alcune aree del Sud con forte presenza di organizzazioni mafiose, migliaia di immigrati africani e dell'est Europa sono sfruttati come braccianti agricoli senza alcun tipo di diritto e in condizioni di vita intollerabili. Dal sito www.zalab.org

Una Scuola Italiana, di Angelo Loy / Giulio Cederna, Italia, 2010, 75'.
In un’aula di una scuola d’infanzia è in corso un laboratorio teatrale. Le maestre raccontano il viaggio di Dorothy nel magico mondo di Oz. Ad ascoltare ci sono bambini tra i tre e i cinque anni, tutti nati in Italia da genitori stranieri. Frequentano la scuola materna Carlo Pisacane, nel cuore di Torpignattara, quartiere storico e popolare di Roma oggi abitato da un numero crescente di famiglie immigrate: un fattore che fa aumentare la conflittualità. E mentre il laboratorio teatrale prosegue, la scuola diventa un vero e proprio caso di cronaca nazionale. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Il volo, di Wim Wenders, Italia, 2010, 32'. Film-documentario.
Dall'incontro tra Wim e un bambino afgano nasce Il volo, un film in 3D, che racconta un luogo dove l'accoglienza è una possibilità concreta: a Riace e Caulonia. Il grande regista tedesco compie un viaggio nella Calabria che ha aperto le proprie case ai profughi di tutto il mondo. Dal sito www.mymovies.it

Il nuovo Sud dell’Italia, di Pino Esposito, Svizzera/Italia, 2010, 74’.
È un film di riflessione sul Sud Italia che sta cambiando e sta diventando, da luogo di emigrazione, luogo di immigrazione. Il film inizia nel cimitero di barche di Lampedusa, con uno sguardo pietoso ed impotente sui resti di quelle barche, con le quali i profughi hanno attraversato il canale di Sicilia. Si calcola che negli ultimi 10 anni, circa 10.000 migranti siano morte sulla rotta per raggiungere le coste del Sud Italia. Il film risale verso la Calabria soffermandosi sull'ex cartiera di Rosarno (Reggio Calabria), in quella Rosarno, nella quale, nel Dicembre 2008, e nel Gennaio 2010 circa 1000 immigrati hanno alzato barricate per protestare contro violenze e sfruttamento. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Monaco, Italia. Storie di arrivi in Germania, di Alessandro Melazzini, Germania, 2010, 55’.
L'Italia non finisce con il Brennero. "Monaco è la città italiana collocata più a Nord" amano ripetere gli abitanti della capitale bavarese. "Monaco, Italia" è andato a scoprire alcuni di questi destini, trovando tracce di italianità anche nei paesini di provincia dai tetti aguzzi e nei borghi tra le innevate foreste della Franconia. Dal sito www.monacoitalia.com

Solo andata: il viaggio di un tuareg, di Fabio Caramaschi, Italia, 2010, 52' .
Solo andata è un film documentario diretto e prodotto da Fabio Caramaschi che racconta la storia di due giovanissimi fratelli Tuareg nati nel deserto del Niger che si trovano separati dal loro destino di migranti. Il più piccolo, Alkassoum, è rimasto bloccato in Africa per anni per problemi di ricongiungimento, mentre il più grande, Sidi, cresceva in Friuli, nel cuore del Nordest industriale italiano con il resto della sua famiglia e la piccola comunità che i Tuareg hanno costituito a Pordenone lavorando come operai nelle fabbriche della zona. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Mediterraneo, una nuova frontiera, di Maurizio Panici, Italia, 2010, 50’.
Il Mediterraneo è visto da molti cittadini africani e mediorientali come la nuova frontiera da varcare per raggiungere le coste europee, e in particolar modo italiane, e cercare libertà e fortuna. Il regista, basandosi su un lavoro dello scrittore bosniaco Pedrag Matjvejevic, intervista i giovani immigrati arrivati in Italia e inseriti nei contesti urbani e nei tessuti sociali, raggiungendo quasi una perfetta integrazione, come sembra suggerire l’esperienza pugliese. Inoltre, dalle loro parole, particolare risalto è riservato anche a qualcosa di negativo, come il persistere di un retaggio di capolarato che tende a sfruttare la mano d’opera dei nuovi arrivati.  Dal sito www.filmtv.it

Les hommes debout, di Jérémy Gravayat, Francia, 2010, 75'.
Dalle miniere algerine d'inizio secolo alle fabbriche lionesi degli anni '70, agli odierni cantieri in demolizione: memorie dei lavoratori emigranti, raccolte nel suo primo lungometraggio da un regista attento all'esilio contemporaneo. Rovine, oggetti abbandonati, immagini di repertorio e volti di oggi raccontano la storia della civiltà industriale. Un film sulla memoria operaia degli immigrati dalle ex colonie francesi. Dal sito www.film.it

Via Padova. Istruzione per l'uso, di Giulia Ciniselli / Anna Bernasconi, Italia, 2010, 45'.
Maria è nonna di quattro nipoti, fa la badante, ogni settimana spedisce pacchi regalo in Moldavia. Rosario è ragazza madre, ha due lavori, arriva dall'Ecuador. Lola è una prostituta argentina, Tomoko un'artista pop giapponese. Frammenti di vita si incrociano a Milano in via Padova, 4 km che corrono dal centro alla periferia. Nihal, 22 anni, arriva dall'Egitto in abito da sposa, vive nel condominio dello spaccio che una volta era hotel. Jenny e Dorothea, 16 anni, le cacciano dai negozi perchè sono rom. Dal sito www.mircinema.com

La paura siCura, di Gabriele Vacis, Italia, 2010, 2'. Cortometraggio.
l progetto "La paura siCura | It’s your story" si sviluppa attraverso la forma del laboratorio: il tema è quello della paura con la finalità di raccontare e interpretare le paure del presente attraverso la raccolta di storie personali capaci di agganciare sentimenti collettivi e generali attorno alle problematiche dell’integrazione e della civile convivenza, del contrasto generazionale, della devianza giovanile, del conflitto culturale e valoriale e ai temi della sicurezza urbana. Dal sito www.inteatro.it

Guerra o pace. Una giovine Italia, di Alberto Valtellina, Italia, 2009, 59'.
Ragazzi che lavorano e studiano insieme, che giocano, fanno sport, ridono e parlano insieme. È soprattutto questo loro comunicare festoso e naturale, tra compagni, quello che resta nel ricordo di questo filmato. Al di là delle singole storie, dei propositi, dei discorsi da 'operatore nel sociale'. La telecamera entra anche in quell'area importante di mantenimento della cultura d'origine, dall'apprendimento della lingua al salmodiare del Corano. Una realtà da conoscere per chi non ha tempo di aprire la porta di casa ed andarla direttamente a scoprire. Perché è qui, è la nostra quotidianità e sta anche a noi rendere così festosa questa giovinezza. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.org

Giallo a Milano, di Sergio Basso, Italia, 2009, 75’.
Basso ha fatto un film bizzarro sulla comunità cinese di Milano, divertendosi a giocare con le parole sia nel titolo che è un calembour, sia nella struttura, imperniata su 15 "regole per la scrittura di un giallo", che ovviamente ha inventato lui. Ha descritto la Chinatown più antica d'Italia (con cinesi ormai di quinta generazione) che gravita intorno a via Paolo Sarpi. Dal sito www.mymovies.it

Alysia nel paese delle meraviglie, di Simone Amendola, Italia, 2009, 38’.
A Cinquina, periferia di Roma, vive una comunità del tutto simile alle banlieues parigine. Le storie e gli sguardi dei ragazzi del quartiere ci parlano di una speranza nonostante tutto. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Fratelli d'Italia, di Claudio Giovannesi, Italia, 2009, 90'.
Alin Delbaci, 17 anni, rumeno, vive in Italia da quattro anni. Ha un rapporto conflittuale con i compagni di classe e con la professoressa di italiano.Masha Carbonetti, 18 anni, bielorussa, adottata da una famiglia italiana. Vorrebbe partire per incontrare suo fratello, che è rimasto in Bielorussia.Nader Sarhan, 16 anni, egiziano nato a Roma. E’ fidanzato con una ragazza italiana contro il volere dei suoi genitori.
Tre adolescenti di origine straniera nella stessa scuola. Ostia e la periferia di Roma. Gli amori, i conflitti e l'identità. Dal sito www.cinemaitaliano.info

U stissu sangu. Storie più a sud di Tunisi. di Francesco Di Martino / Sebastiano Adernò, Italia, 2009, 55' .
Il film ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa, affrontano i migranti che approdano sulle coste siciliane: il viaggio e lo sbarco, la prima accoglienza e il problema della casa, il lavoro e l’integrazione. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen, di Laura Halilovic, Italia, 2009, 50'.
E' la storia di una ragazza Rom che abita con i suoi in un quartiere popolare alla periferia di Torino. Il racconto in prima persona esplora i cambiamenti e le difficoltà della nuova vita stanziale, le relazioni con i parenti che ancora vivono nomadi, i contrasti e le incomprensioni che fin da bambina la accompagnano nelle relazioni con gli altri, i Gage`. Attraverso i ricordi dei suoi familiari, tra cui l’anziana nonna che ancora vive in un campo, le fotografie e i filmati del padre che ha documentato negli anni la vita quotidiana della piccola comunità, scopriamo una realtà sconosciuta che fino ad oggi abbiamo voluto conoscere solo attraverso gli stereotipi e i luoghi comuni. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Ritratto di famiglia con badante, di Alessandra Speciale, Italia, 2009, 51'.
Una regista, la sua famiglia, la badante. Un film sul problema della complessità dei rapporti interpersonali nelle relazioni di cura. Dal sito www.cinemaitaliano.info

In between. Nuovi sguardi sulla scena europea,di A. Diaco, E Teodorani /H. Morango, P. Mota Santos, Italia, 2009, 5'. Cortometraggio.
Nove sguardi sulla scena europea,  nove sguardi sulla vita, i progetti e le scelte delle cosidette seconde generazioni di migranti in Europa. Frontiere tangibili come un confine, precise e disegnate sui tratti somatici, oppure piu’ labili… e sfuggenti, ma non meno pericolose. Dal sito www.lunaria.org

La passerella, di Francesco Schiavulli, Italia, 2009, 1,27'.
Ad ispirare l’artista “l’utopia di creare una lunga passerella nell’acqua, di fronte al lungomare di Bari e lì adagiarsi, per guardare in una prospettiva diversa il paesaggio urbano e meditare”. Dal sito www.schiavulli.it

Il colore delle parole, di Marco Simon Puccioni, Italia, 2009, 70’.
Teodoro, da trenta anni in Italia, è poeta e mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Questi i protagonisti de Il Colore delle parole. Tutti vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all’integrazione perché “migrare non è un reato!” come dice uno dei protagonisti. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Il nemico interno. Musulmani a Bologna, di Federico Ferrone / Claudio Giapponesi / Michele Manzolini, Italia, 2009, 43'.
Come nel resto del paese, a Bologna convivono intolleranza e tenaci tentativi di dialogo, quartieri ghetto, criminalità e quotidianità vista dalle seconde generazioni in cerca di un'integrazione che sentono prossima. Il progetto è stato commissionato dal canale satellitare Al-Jazeera a un collettivo di tre giovani registi per documentare lo stato dell'Islam in Italia. Dal sito www.mymovies.it

Portraits (Ragazzi venuti da lontano), di Alessandro Leone e Daniele Azzola, 2009, serie tv.
Ragazzi venuti da lontano. Sono studenti, sportivi, lavoratori che sono riusciti ad abbattere le barriere etniche. Si tratta di dieci profili di giovani extracomunitari, provenienti da Cina, Romania, Estonia, Marocco, Iran, Sri Lanka, Albania, Ecuador, Brasile, Colombia. Dal sito www3.varesenews.it

Come un uomo sulla terra, di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Italia, 2008, 60'.
Per la prima volta in un film la voce diretta dei migranti africani sulle modalità in cui la Libia sta operando il controllo dei flussi migratori dall’Africa, per conto e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa. Dal sito www.zalab.org ( Visibile al sito Archivio Rai, Doc 3-2012).

Il colore della bassa, di Giuseppe Morandi, Italia, 2008, 30'.
Il video curato da Giuseppe Morandi sulla nuova realtà del lavoro e della produzione agricola nelle cascine della Bassa Padana
rappresenta, come alcuni altri lavori della Lega di cultura popolare, una sorta di sviluppo e di aggiornamento delle cose e dei fatti
illustrati in passato per iscritto, per immagini (foto ed altro) e, sempre più frequentemente, per audiovisivi. Detto per inciso, in questo campo il gruppo di Piadena ha svolto una funzione pionieristica, per cui si dispone di vari documentari sulla condizione di lavoro e di vita nelle cascine a partire dagli anni 60. E questo tra l’altro permette di presentare sempre in contrappunto il lavoro e la gente di allora con il lavoro e la gente di ora. Dal sito www.ecomuseoterredacqua.it

Sognavo le nuvole colorate, di Mario Balsamo, Italia, 2008, 65'.
Il film documentario “Sognavo le Nuvole Colorate" s’incentra su una storia di forte attualità, connotata da una prospettiva inusuale. Edison è un bambino albanese che emigra in Italia a soli nove anni, senza i genitori, in un viaggio della speranza, su di un gommone. E’ in cerca di un’esistenza possibile, ma non si sente una vittima, piuttosto il protagonista di un’avventura, a caccia di nuvole colorate. Una sfida al mondo e a se stesso, giocata tra le mille facce di chi recita un ruolo o forse di chi vuole solo smarcare la sua infanzia senza respiro. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Merica, di Federico Ferrone /Michele Manzolini / Francesco Ragazzi, Italia, 2008, 65’.
Storie tra Italia e Brasile, storie di migranti, storie che attraversano un secolo e un oceano. Merica raccoglie le testimonianze dei discendenti degli immigrati italiani in Brasile e quelle di chi oggi compie il viaggio di ritorno, dal Brasile all’Italia, per un racconto sulle condizioni in cui si ritrovano oggi gli immigrati nel nostro paese: il diritto di cittadinanza da un lato, la crudezza della realtà dall’altro. Dal sito www.documentando.com

Voci di donne native e migranti, di Rossella Piccinno, Italia, 2008, 14'.
La questione dell’immigrazione nel Salento presso il forum Naemi di Lecce, forum che riunisce native e migranti per favorire lo scambio interculturale e l’integrazione sociale. Da questa indagine emerge un quadro ricco di ombre, in cui segregazione e sfruttamento rappresentano i maggiori problemi per molte donne che, giunte nel nostro paese in cerca di una vita migliore, si vedono negare ogni diritto, proprio in una terra con una lunga storia di emigrazione alle spalle. Dal sito www.cimemaitaliano.info

Il deserto e il mare, di Marco Carsetti, Andrea Segre e Alessandro Triulzi , Italia, 2007, 30'.
Il documentario nasce all’interno di un’iniziativa in corso da alcuni anni a favore di immigrati e richiedenti asilo provenienti soprattutto dal Corno d’Africa intorno a una ‘scuola di italiano’ iniziata da Medici contro la tortura per contestualizzare e lenire la memoria dei traumi subiti e dello spostamento. Dal blog di Andrea Segre

La luna di Kiev, di Marcella Piccinini, Italia, 2007, 20’.
Un pullman diretto verso Kiev ogni settimana parte da Roma per arrivare a destinazione dopo tre lunghi giorni. Le donne che noi "europei" chiamiamo "badanti" sono le viaggiatrici, un viaggio fatto di sole immagini che racconta il loro vissuto: il distaccamento dalla loro terra e dai loro legami; per venire in Italia. La storia che si vuol raccontare è la storia di donne ,di una terra, di una nazione. Donne che vengono a curare i nostri anziani, raccontando di loro come di una seconda famiglia. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Via san Dionigi, 93: storia di un campo Rom, di Tonino Curagi e Anna Gorio, Italia, 2007, 75’.
Il campo abusivo di Via San Dionigi 93, alla periferia Sud-Est di Milano, era abitato da oltre duecento rom di nazionalità rumena.
Dall’estate 2005 all’autunno 2007, il documentario segue i riti e le feste, le assemblee e le relazioni con gli operatori della Casa della Carità e dell’Associazione Nocetum, il tentativo di integrazione nel lavoro e nella scuola, gli incendi, le minacce e le ricostruzioni, fino al recente sgombero con la distruzione del campo da parte della polizia comunale. Dal sito www.docume.org

The houses of Hristina , di Suzanne Raes, Paesi Bassi, 2007.
Lo spaesamento, l’adattamento ad un nuovo ambiente e ad una cultura diversa dalla propria, il senso di una “allargata prigione”, la nostalgia di casa, in un luogo dove ogni casa dove lavora diventa in certo modo “sua”, per quanto appartenga a perfetti estranei, che ciò malgrado finiscono col darle accesso ai luoghi più intimi delle loro abitazioni; di questi ed altri sentimenti ci raccontano gli scatti esposti, che sono il frutto di un tentativo da parte di Tasheva di venire a patti con una squallida quotidianità. Dal sito specchioincerto.wordpress.com

Sidelki/Badanti, di Katia Bernardi, Italia, 2007, 55'.
Il filmato si accosta al mondo dell’immigrazione delle donne dell’Europa dell’Est, cercando di stabilire una relazione profonda e significativa che colga lo spessore dei sentimenti, delle motivazioni e dei bisogni che stanno alla base delle scelte tanto radicali intraprese da queste donne. Attraverso voci, immagini e testimonianze, il filmato si fa interprete di questo lungo viaggio, sospeso tra speranza, nostalgia e spesso sogni negati. Storie di donne che, qui, incontrano e condividono storie di altre donne. Dal sito www.italiandoc.it

A Sud di Lampedusa, Andrea Segre, Italia 2006, 31'.
I camion che attraversano il deserto del Teneré; le agenzie di viaggio che da Agadez, nel nord del Niger, organizzano i passaggi; ma soprattutto i rimpatri coatti effettuati dalla Libia sotto le pressioni europee.Questo film racconta la faccia nascosta di un'emigrazione di cui noi spesso vediamo solo l'ultima tappa, lo sbarco nell'isola di Lampedusa. Dal blog di Andrea Segre

Cricket cup, di Massimiliano Pacifico e Diego Liguori, Italia, 2006, 50'.
Attraverso i frammenti di vita di 5 personaggi si scopre un popolo di immigrati, quello Srilankese, che ha saputo ben radicarsi e stabilirsi a Napoli.Ma la scoperta più interessante è la loro capacità di praticare e organizzare tornei di cricket, con tanto di trofei e premi in denaro, in una nazione, l’italia, in cui la maggior parte delle persone non sanno nemmeno cosa significhi questa parola. Sagara e la sua squadra di cricket di Napoli dopo aver trovato uno sponsor ed il bus, partono in piena notte alla volta di un torneo nazionale, cercando almeno per un giorno, gloria e affermazione. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Forte e chiaro, di Maria Rosa Jijon, Italia, 2006,
I figli degli immigrati hanno voglia di urlare. Questo video raccoglie le urla di sfogo e di rabbia di alcuni figli di immigrati nati o cresciuti in Italia che chiedono che il Paese si renda conto della loro esistenza e dei loro bisogni. Chiedono di avere la cittadinanza italiana per avere le stesse opportunità dei loro coetanei. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.org

Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta, Italia, 2006, 123'.
Un giovane studente senegalese dopo la morte del padre emigra in Italia. Riesce a trovare un lavoro precario a Villa Literno, si trasferisce a Firenze da una cugina che fa l'indossatrice per poi giungere a Torino. Qui, grazie anche a un'insegnante di italiano, trova una situazione stabile. Ma un'aggressione razzista lo spinge a riconsiderare tutto. Dal sito www.mymovies.it

Le ferie di Licu, di Vittorio Maroni, Italia, 2006, 93'.
Licu è un immigrato regolare del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da "romano", tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D'un tratto però, si trova a dover tornare in Patria per celebrare un matrimonio "combinato", usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale. Dal sito www.mymovies.it

L'orchestra di Piazza Vittorio, di Agostino Ferrente, Italia, 2006, 93'. Documentario musicale.
Mario abita a Piazza Vittorio, cuore dello storico rione umbertino, l’Esquilino, noto per essere il quartiere più multietnico di Roma dove bene o male convivono non meno di sessanta etnie diverse e dove ironicamente si dice che gli italiani sono diventati una “minoranza etnica”. Tastierista degli Avion Travel, vive qui ed è piacevolmente ossessionato dai suoni a dalle varie lingue che, come una musica, salgono dal cortile del suo palazzo e gli entrano in casa. L’ossessione diventa il sogno: un’orchestra. Dal sito www.orchestrapiazzavittorio.it

Kahloucha, di Nejib Belkadhi, Tunisia, 2006, 80'.
Grand fan des films de genre des années 70, Moncef Kahloucha, peintre en bâtiment, tourne des fictions hilarantes en VHS avec l'aide des habitants du quartier populaire Kazmet à Sousse (Tunisie). Il produit ses films, les réalise et y incarne toujours le rôle principal.. Dal sito www.africultures.com

Sei del mondo, di Camilla Ruggiero, Italia, 2006, 52’.
Attraverso i racconti di alcuni studenti stranieri, dal Congo alla Romania, dal Bangladesh a Capoverde, ci avviciniamo alle loro diverse realtà di integrazione e ai loro piccoli e grandi conflitti. Sono ragazzi “del mondo”, in Italia da pochi anni o da una vita, in bilico fra la conquista di una nuova identità e il doloroso oblio delle proprie radici. Dal sito www.educinema.it

Monongah, Marcinelle americana, di Silvano Console, Italia, 2006, 25'.
Film documentario prodotto da FILEF sull'emigrazione del primo novecento verso gli USA e sulla tragedia mineraria di Monongah.'Monongah, la Marcinelle americana', ripercorre attraverso la storia della famiglia Basile, partita dall'Abruzzo, lo sradicamento e il difficile travaso nella società americana. Dal sito www.didaweb.net

Vhs kaloucha, di Nejib Belkadhi, Tunisia, 2006, 80'.
Un divertente documentario che racconta come Moncef Kahloucha, imbianchino che vive nel povero quartiere di Kazmet alla periferia della città di Sousse in Tunisia, ha trasformato la sua passione per il meraviglioso mondo del cinema di genere degli anni ’70 in una realtà concreta Dal sito www.cinemafrica.org

Inatteso, di Domenico Distilo, Italia, 2005, 52'.
Distilo organizza il suo documentario come un viaggio a tappe, illustrato da un coro di tre rifugiati che mettono in scena, riadattandolo, il testo sui rifugiati scritto da due di loro, Lual Schoul Adam e Joanna W.M. Henneman, sfruttando come cornice la scenografia monumentale dei Fori Romani e del Colosseo. Inatteso inizia dove finisce il viaggio della speranza dei migranti nordafricani, dell’Europa dell’Est e del Medio Oriente: Distilo segue gli sbarchi a Lampedusa, osserva in silenzio, a debita distanza, senza influire sulle operazioni e, soprattutto, senza entrare nei CPT. Dal sito www.cinemafrica.org

Mamme a catena/ The care chain, di Marije Meerman, Olanda, 2004.
Il film, girato in Olanda e nelle Filippine, raccolta storie e visi veri di donne: da un lato donne filippine, venute in Europa come badanti in famiglie europee, dall’altro donne europee, mogli, madri ma anche datrici di lavoro, in specchio doppio. Dal film emerge una sorta di catena virtuosa e perversa insieme: donne che lasciano i propri figli nel paese di origine ad altre donne, madri, zie per divenire sostitute di altre donne che possono in questo modo lavorare fuori di casa e vivere la propria autonomia. Dal sito www.legambientepadova.it

Supino (un grido per i rom), di Gillian Darling Kovanic, Italia, 72'.
Il documentario "SUSPINO. Un grido per i rom" offre uno sguardo sulla persecuzione che affligge la minoranza europea più numerosa e umiliata. Con la caduta del comunismo e il rafforzamento del nazionalismo di destra, i rom sono diventati il capro espiatorio delle nuove democrazie dell'Est Europa. A causa di violenti conflitti e discriminazioni, decine di migliaia di rom dell'Europa Orientale scappano dai loro Paesi. Questo video parla della Romania, dove la più grande concentrazione di rom in Europa è considerata 'nemico pubblico'. E parla dell'Italia, dove i rom sono considerati nomadi e relegati a vivere nei campi, negando loro i diritti umani fondamentali concessi ai rifugiati e ai cittadini stranieri. Dal sito www.osservazione.org

Mare Nostrum, di Stefano Mencherini, Italia, 2003, 50'.
Il film-inchiesta mette a nudo alcuni aspetti dell'incostituzionalita' della legge sull'immigrazione (la 189 del 30 luglio 2002) detta Bossi-Fini. Alcune immagini di questo film hanno permesso alla magistratura salentina di istruire un processo contro i gestori di un "Centro di permanenza temporanea" gestito dalla Curia arcivescovile di Lecce, la Fondazione "Regina pacis". Il documentario è un viaggio in presa diretta nell'Italia dei diritti negati agli stranieri. Dal sito www.mymovies.it

Questa è la mia terra, di Francesco Amato / Daniel Baldotto / Alessia Porto, Italia, 2003, 60'.
“Con il fisico puoi anche ritornare, ma non sarà mai la stessa cosa: l’immigrazione cambia profondamente l’essere”. “Asterisco” trasmette tutti i giorni su Radio Città del Capo. É la voce che riflette sulla necessità e sul diritto di spostarsi e di abitare il mondo e le nazioni senza dover presentare documentazioni scritta. Dal sito www.archiviomemoriemigranti.net

Italian sud est, di Fluid Video Crew, Italia, 2003, 120'.
Definito un docu-western salentino sebbene gli autori precisino che non è un film sul ma attraverso il Salento, magnifico ma diseredato lembo del Sud Est dello stivale. È un quartetto di trentenni (Davide Barletti, Edoardo Cicchetti, Lorenzo Conte, Mattia Mariani) che hanno messo insieme un'anomala inchiesta dove s'incrociano una ventina di personaggi/persone. Oltre agli agganci col cinema dei cappelloni e dei pellerossa, sono citati il romagnolo Federico Fellini, il leccese Carmelo Bene, l'allenatore di calcio Eugenio Fascetti che guidò per anni le squadre di Lecce e Bari. Molti treni decrepiti e strade perdute. Distribuito dalla Pablo. Dal sito www.mymovies.it

Un confine di specchi, di Stefano Savona, Italia, 2002, 57'.
Gli emigrati siciliani in Tunisia e quelli tunisini in Sicilia, scambi e flussi che hanno generato vicende tra le più interessanti da raccontare. Storie dove l’integrazione e l’odio fanno parte di un unico universo.Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.info

Il paese dei neri, di Fabrizio Catalano, Italia, 2002, 18'.
Un peschereccio avvista un gommone in avaria, al largo dell’isola di Lampedusa. A bordo, sessantacinque uomini, tutti piuttosto giovani. Scappati da un paese in guerra, rifugiati politici che hanno deciso di venire in Italia, perché laggiù, nel sud del Sudan tormentato dalla guerra civile, hanno sentito dire che non esiste paese più accogliente dell’Italia. Questo sogno, fin dal loro arrivo, ha cominciato a trasformarsi in un incubo. Dal sito www.stranieriinitalia.it

La borsa di Helene, di Costanza Quatriglio, Italia, 2002, 23'.
Il documentario, girato tutto in una notte nel cuore del Centro Storico di Palermo, mostra l'evolversi di una serata in una taverna dove palermitani e africani vivono insieme la loro stessa identica condizione di clandestini. La taverna è gestita da Gastone, africano rifugiato di guerra e da sua moglie Helene, che lavora senza fermarsi mai, muovendosi in uno spazio di pochi metri a servire whisky e birra per guadagnare pochissimi soldi che tiene gelosamente nella sua borsa dalla quale non si stacca mai. La taverna è aperta al di fuori di qualsiasi legalità, non c'è acqua e non ci sono servizi igienici. Eppure Helene cucina e lava i piatti. Il suono del film è la confusione delle lingue, il caos sonoro nel quale ogni tanto si distinguono frasi spezzate in italiano o in francese con l'accento incerto dell'Africa Occidentale. La taverna di Gastone è un luogo per uomini; due donne, due destini che si separeranno l'indomani mattina, una africana e una palermitana, unite dalla stessa solitudine, restituiscono il calore della solidarietà reciproca. Dal sito www.mymovies.it

Chi non rischia non beve champagne, di Enrica Colosso, Italia, 2002, 90'.
Storie di giovani donne che lasciano o sognano di lasciare l’Ucraina per cercare fortuna in Occidente. Qualcuna cerca un marito, altre credono alla promessa di un lavoro serio, altre ancora sono disposte a tutto perché, come recita un vecchio proverbio russo: “chi non rischia non beve champagne”. Ma il sogno dell’Occidente il più delle volte si trasforma in un incubo. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.info

Parole in pentola, di Corrado Iannelli /Rocco De Paolis, Italia, 2002, 26'.
Gli ingredienti principali di questa storia sono: una scuola, un'insegnante e dieci allieve – adulte – provenienti da tutto il mondo. Scambiarsi ricette, mostrare alle compagne come realizzare un piatto tipico, diventano i sistemi più semplici per avvicinarsi, per esplorare nuovi luoghi. In questo caso ci si ritrova in una cucina. Dal sito www.torinocittadelcinema.it

Gli ultracorpi della porta accanto, di Fluid Video Crew, Italia, 2002, 6'. Cortometraggio.
31 gennaio 2002. Porto di Gallipoli, molo di tramontana. Mentre un anziano pescatore, come ogni giorno, prende il largo con la sua piccola barca, una grande e sconosciuta nave carica di uomini e di donne solca le acque a poche miglia da Gallipoli. Intanto al porto cresce l’attesa. Dal sito flilmography-fluidvideocrew.blogspot.it

Apni tumi tui/Il cantiere delle relazioni di Elena Tomasin ed Erica Barbini, Italia, 2004.
A Monfalcone, cittadina di venticinquemila abitanti sulla costa del Friuli Venezia Giulia, arrivano in pochi anni settecento, forse mille bangladeshi. Giungono fin qui attirati dalla possibilità di trovare un lavoro nelle ditte esterne a cui Fincantieri appalta l’allestimento delle navi da crociera più grandi e belle del mondo. Questo documentario è uno dei possibili racconti dell’incontro tra due mondi lontani: l’Italia e il Bangladesh, così come avviene in una cittadina di provincia che è nata come company town agli inizi del novecento e ora, alla luce dei grandi cambiamenti economici e sociali degli ultimi anni, cerca una sua definizione. Dal sito www.areas.fvg.it

Emigrati, di Roberto Olla, Italia, 2002, 115'.
Emigranti" racconta l'odissea degli italiani che centocinquant'anni fa lasciavano la loro terra per andare in cerca di fortuna, di un lavoro o di una vita meno grama in un altro paese. Dal sito www.lacinetecasarda.it

Mirabella - Sindelfingel andata ritorno, di Andreas Pincler, Italia, 2002, 54'.
Mirabella è un piccolo paese vicino a Catania, nel cuore della Sicilia. Dei 10.000 abitanti ufficiali solo 4.000 vivono stabilmente qui, alla periferia dell’Europa. A 2.000 chilometri di distanza l’area di Sindelfingen, nei pressi di Stoccarda, vive grazie ad un’economia fiorente per la presenza degli stabilimenti della Mercedes, Porsche e IBM: 60.000 abitanti e 58.000 posti di lavoro. Dal sito www.stefilm.it ( Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull'Immigrazione).

Tra Genova e Fez, di Vincenzo Mancuso, Italia, 2002, 49'.
Dai vicoli della Medina di Fez ai vicoli di Genova: quattro fratelli raccontano il loro processo di integrazione in Italia. Figli di uno dei primi immigrati marocchini che negli anni ’70, ignaro di distanze e costi di un paese sconosciuto, spese tutti i suoi risparmi per pagare un taxi che lo portasse da Roma. Dal sito www.docume.org

Catenaccio in Mannheim, di Mario Di Carlo, Italia, 2001, 33'.
Racconta la vita di emigranti italiani in Germania. Il documentario osserva soprattutto la situazione di sette giovani tedeschi di origine italiana che, ognuno a suo modo, cercano di trovare la propria identità e di uscire dallo stereotipo del “figlio del lavoratore immigrato”. Ci si pone la seguente domanda: cosa sanno in realtà i figli dei “gastarbeiter” della vita dei propri genitori e nonni, della vita vissuta tra emigrazione e inserimento in una nuova società?Un emigrato della seconda generazione cerca di trovare una risposta, intraprendendo una viaggio personalissimo da Mannheim - nell’esaltazione dei campionati mondiali di calcio del 2000 - al paese natale del padre in Sicilia. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.org

Un posto al mondo, di Mario Martone e Jacopo Quadri, Italia, 2000, 76'.
Montaggio di materiale d'archivio Rai e immagini provenienti da tutto il mondo per uno sguardo analitico su guerre, carestie, esodi, separazioni, incontri. Ad esse si sovrappone il racconto di una messa in scena teatrale di Mario Martone, l'Edipo re di Sofocle, realizzata al teatro Argentina di Roma con la partecipazione di un coro di emigranti, donne e uomini giunti in Italia nei modi più diversi: marginali, integrati, poveri, colti oppure ignoranti, rom, curdi, slavi, kosovari, maghrebini, africani. Dal sito www2.kwcinema.kataweb.it

Poveri noi, di Gianni Amelio, Italia, 1999, 50'.
Un lavoro di montaggio sull'emigrazione meridionale al nord, con materiali televisivi, che fa parte di un progetto più ampio denominato Alfabeto Italiano. Rinfresca la memoria dell'Italia povera degli anni '50 costretta ad emigrare, quando si passava dalla miseria all'opulenza dall'ingenuità al cinismo.Dal sito www.corrieredellacalabria.it

Undici immigrati, di Gianni Amelio, 1967, 10'.
Un pezzo di storia della nostra città e del nostro Catanzaro. Il cortometraggio televisivo di Gianni Amelio "Undici Immigrati", trasmesso dalla Rai il 13 novembre 1967 per la rubrica Sprint, e rimandato in onda ieri. Uno spaccato sociale della Catanzaro anni '60, un'occasione per capire il legame viscerale tra la città e la sua squadra di calcio, attraverso i volti e le parole dei protagonisti di quei giorni. Ciò che appare subito chiaro è la differenza che corre tra i giocatori di allora e quelli di oggi. L'animo di chi arrivava a Catanzaro come in una terra lontanissima e sconosciuta, le difficoltà di ambientamento annullate dal calore e dalla passione dei catanzaresi. Dal sito www.uscatanzaro.net

Siamo italiani, di Alexander J. Seiler /Rob Gnant e June Kovach, Svizzera, 1964, 79'.
Pieno di sensibilità per la forte comunità di italiani (circa 500mila) che vivevano in Svizzera, questo documentario racconta la storia della loro discriminazione. Considerati "un problema", gli italiani erano visti in modo stereotipato e considerati indistintamente noiosi, sporchi e pericolosi "non-cittadini", trattati malamente tanto dall'opinione pubblica quanto dai funzionari dell'immigrazione. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.info

Immigrazione in Europa e Medio Oriente

Film

Samba, di Eric Toledano, Olivier Nakache, Francia, 2014, 116'.
Samba Cissé è senegalese e costretto da dieci anni in un centro di accoglienza alle porte di Parigi. In attesa di un permesso di soggiorno e incalzato dalla paura di essere espulso dalla Francia, Samba si rivolge a un'associazione che si occupa di questioni giuridiche legate all'immigrazione. L'associazione si prende a cuore il suo caso nella persona di Alice, una giovane donna borghese in congedo lavorativo. Affetta da sindrome da stress, Alice sembra trovare in Samba un rifugio e una ragione per uscire dall'impasse. Allo stesso modo Samba è convinto che Alice sia la chiave per regolarizzare la sua posizione sociale. Tra espedienti, mestieri, sotterfugi, baci rubati, fughe ai controlli e costante reinvenzione della sua identità, Samba troverà il suo posto nel mondo e nel cuore di Alice. Dal sito www.mymovies.it

Des Étoiles, di Diana Gaye, Senegal/Belgio/Francia, 2013, 88'.
Des étoiles è la storia di una famiglia senegalese divisa tra Torino, New York e Dakar. I destini di Sophie, Abdoulaye e Thierno si incrociano e divergono, disegnando una costellazione dell’esilio. Sophie lascia Dakar per raggiungere il marito Abdoulaye a Torino. Nel frattempo il marito si è trasferito clandestinamente a New York. Il cugino di Sophie, Thierno, invece dagli Usa arriva per la prima volta in Africa. Dal sito della XXXIV edizione del Festival di Cinema Africano di Verona

Eastern Boys, di Robin Campillo, Francia, 2013, 128’.
Parigi, Gare du Nord. Una banda di ragazzini dell'Europa dell'Est si muove per l'immensa stazione, sotto lo sguardo della polizia ma anche di Daniel, un cinquantenne discreto, che ha messo gli occhi su uno di loro, Marek, al quale strappa un appuntamento sessuale a pagamento. A casa dell'uomo, però, l'indomani, si presenta la banda al completo, che svaligia allegramente l'appartamento del malcapitato, lasciandolo pressoché vuoto. A Daniel non resta che incassare il colpo. Ma qualche giorno dopo Marek (il cui vero nome è Rouslan) torna da lui, solo, e tra i due ha inizio una relazione molto diversa, fisica, ma lontana dalla violenza della banda, e sempre più necessaria ad entrambi. Dal sito www.mymovies.it

Mille feuille, di Nouri Bouzid, Tunisia, Francia, 2013, 105'.
E la storia di un intero paese quella che Nouri Bouzid racconta attraverso il destino di due ragazze, Zaineb e Aïcha, simboli della Rivoluzione e dell'avvenire della Tunisia. Entrambe si battono per la loro indipendenza, per conquistare la loro libertà. Entrambe lottano contro i vincoli religiosi e culturali stabiliti da una società arcaica. Una società che, nel momento in cui il paese è in tumulto, esita ancora tra modernità e tradizionalismo. Zaineb e Aïcha si battono per ricostruire loro stesse, a dispetto delle pressioni sociali e maschili a cui devono far fronte ogni giorno. Dal sito www.mymovies.it

Bab Sharqi , di Ahmed Atef, Egitto/Siria, 2013, 80'.
Bab Sharqi ("The Eastern gate") is the first feature film to be entirely about the Syrian revolution, writes Houda Belabd for Al-Ahram. Its screening at the Journalists' Syndicate in Cairo was standing room only. Dal sito euromedaudiovisuel.net

Parfums d'Algers, di Rachid Benhadj, Algeria / Francia, 2012, 108'.
1998. Karima è una fotografa di origine algerina trapiantata in Francia, il suo lavoro la appassiona, le ha dato notorietà internazionale e grandi soddisfazioni. Ma c’è come un nodo in lei, che la blocca, e dalle sue opere, classicamente molto belle e insieme gelidamente idealizzate, si vede. Un giorno riceve una telefonata dalla madre: è davvero disperata per rivolgersi a lei, che non sente da oltre vent’anni. Le chiede di tornare alla casa da cui era fuggita, ha bisogno di aiuto. Dal sito www.masedomani.com

Almanya. La mia famiglia va in Germania, di Yasemin Samdereli, Germania, 2011, 101'.
Dopo aver lavorato per 45 anni come operaio ospite ("Gastarbeiter") Hüseyin Yilmaz, annuncia alla sua vasta famiglia di aver deciso di acquistare una casetta da ristrutturare in Turchia. Vuole che tutti partano con lui per aiutarlo a sistemarla. Le reazioni però non sono delle più entusiaste. La nipote Canan poi è incinta, anche se non lo ha ancora detto a nessuno, e ha altri problemi per la testa. Sarà però lei a raccontare al più piccolo della famiglia, Cenk, come il nonno e la nonna si conobbero e poi decisero di emigrare in Germania dall'Anatolia. Dal sito www.mymovies.it

Miracolo a Le Havre (Le Havre), di Aki Kaurismäki, Finlandia/Francia/Germania, 2011, 93'.
Il lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa – la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra. Dal sito www.mymovies.it

Monsieur Lazhar, di Philippe Falardeau, Canada, 2011, 94’.
Bachir Lazhar, immigrato a Montréal dall'Algeria, si presenta un giorno per il posto di sostituto insegnante in una classe sconvolta dalla sparizione macabra e improvvisa della maestra. E non è un caso se Bachir ha fatto letteralmente carte false per avere quel posto: anche nel suo passato c'è un lutto terribile, con il quale, da solo, non riesce a fare i conti. Malgrado il divario culturale che lo separa dai suoi alunni, Bachir impara ad amarli e a farsi amare e l'anno scolastico si trasforma in un'elaborazione comune del dolore e della perdita e in una riscoperta del valore dei legami e dell'incontro. Dal sito www.mymovies.it

Quasi amici (Intouchables), di Olivier Nakache, Eric Toledano, Francia, 2011, 112'.
La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un'impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l'elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita. Dal sito www.mymovies.it

Case dèpart, di Fabrice Eboué, Francia, 2011, 94’.
I fratellastri di origine africana Joel e Regis si conoscono appena. Joel è disoccupato e vede nella Francia, "paese razzista", la causa di tutti i suoi fallimenti; Regis, invece, è del tutto “integrato”, tanto da negare completamente le sue origini. Giunti al capezzale del padre morente nelle Indie Occidentali, strappano con noncuranza l'atto di emancipazione che ha dato la libertà ai loro antenati schiavi. Una zia misteriosa, indignata, li punisce con un incantesimo rispedendoli ai tempi della schiavitù! Paracadutati nel 1780, in un susseguirsi di gag irresistibili, i due cercheranno disperatamente un modo per tornare nel XXI secolo. Dal sito it.wikipedia.org

Freres Lumieres, di Christophe Lebon, Francia, 2011, 16'. Cortometraggio.
Cortometraggio sul tema dell'immigrazione ambientato in Francia, ma la storia potrebbe svolgersi in tanti altri luoghi [...] la vera denuncia avviene su un doppio livello che implica significato e significante facendo riflettere su più piani, quello politico, culturale, sociale. Sul primo, puramente narrativo, si denuncia in modo anche divertente come i cittadini immigrati si inseriscono nella società, lavorano e pagano le tasse, sebbene un semplice controllo li distingua dal resto degli abitanti perché può annullare, in un istante, quell'esistenza costruita con fatica. Dalla recensione di Elfi Reiter da Il manifesto del 13 agosto 2011

Sur la route du paradis , di Uda Benyamina, Marocco, 2011, 43' . Cortometraggio
Sarah e Bilal si sono trasferiti con la madre Leila in Francia in attesa di raggiungere il padre in Inghilterra. Sono clandestini, vivono in condizioni misere e devono rinunciare anche alla scuola per non esporsi. Respinti dalla società, attingono la loro forza dallo stare uniti, dal calore e dalla gioia dello stare insieme e del godere di piccoli istanti di serenità, come una corsa in bicicletta o una festa di compleanno. Ma anche quest’unico bene sarà messo in pericolo. Dal sito www.immaginafrica.it

Verso l’eden, di Costa Gavras, Italia / Francia 2009, 111'.
Elias è un giovane clandestino che si getta a mare nel momento in cui le motovedette della guardia costiera greca stanno per catturarlo. Approda sulla spiaggia dell'Eden, un villaggio di vacanze per turisti ricchi. Trovati degli abiti da inserviente viene scambiato per tale e richiesto di prestazioni. Le quali sono lavorative (facchino, idraulico) ma anche sessuali (sia da parte del capo del personale che di una vacanziera tedesca con famiglia ad Amburgo). Costretto a fuggire se non vuole essere arrestato ha una meta precisa: Parigi. Un mago prestigiatore, con cui ha dovuto collaborare per uno spettacolo di intrattenimento per gli ospiti, gli ha detto di andarlo a trovare al Lido. Dal sito www.mymovies.it

Tutti per uno, di Romain Goupil, Francia, 2010, 90’.
Nel 2067, Milana ricorda il periodo della sua prima infanzia, quando passava i pomeriggi coi compagni della scuola elementare a creare un piccolo commercio di dvd pirata e a rubare liquirizie dai negozi. In quegli anni, le nuove politiche d'immigrazione francesi causano l'espulsione di molti clandestini e lei, nata in Cecenia e arrivata a Parigi a tre anni senza documenti, rischia di dover abbandonare presto i suoi amichetti. Ma quando i bambini si rendono conto della situazione, si organizzano per tutelare la loro amica. Dal sito www.mymovies.it

Rengaine, di Rachid Djaidani, Francia, 2010, 115’.
Rachid Djaïdani riversa in questa opera prima così viva, girata in nove anni a budget zero, tutte le pulsioni che animano la vita metropolitana: Rengaine è come un’immersione nel fondo della periferia parigina, un’apnea che offusca la vista ma avvolge senza sforzo lo spettatore.Sabrina è magrebina e musulmana, vive a Parigi e vuole presto sposarsi con il suo innamorato, Dorcy, nero e cristiano. Ma nella comunità algerina non sono tollerati i matrimoni misti, e Sabrina ha ben quaranta fratelli pronti a impedire questa unione, a partire dal fratello maggiore Slimane. Da sito www.sentieriselvaggi.it

Venere nera di Abdel Kechiche, Francia/Italia/Belgio, 2010, 166’.
Nel 1817 all’Accademia Reale di Medicina di Parigi il professor Georges Cuvier discute una tesi sulle somiglianze anatomiche fra gli ottentotti e le scimmie basandosi sugli studi effettuati sul corpo e gli organi di una donna, Sarah Baartman. La storia di Saartjie e dell’esposizione del suo corpo ha però inizio sette anni prima a Londra, dove assieme al suo padrone afrikaner tiene spettacoli di intrattenimento a Piccadilly Street interpretando una selvaggia in catene nota come la “Venere Ottentotta”. Dal sito www.mymovies.it

Africa Paradis, di Sylvestre Amoussou, Benin/Francia, 2010, 85'.
Nel 2033, masse di emigranti in fuga dalla miseria e dalla povertà che hanno gettato l'Europa nel baratro di una irreversibile crisi socio-economica muovono verso il continente africano, diventato il paese più ricco e tecnologicamente più evoluto della Terra. Due giovani parigini disoccupati, Oliver e sua moglie Pauline - lui era un informatico, lei una maestra - decidono, come tanti altri, di tentare la sorte pagando il costoso imbarco clandestino su un battello diretto verso le coste africane. Dal sito www.mymovies.it

Welcome, di Philippe Lioret, Francia, 2009, 110'.
Bilal, giovane curdo, ha lasciato il suo paese alla volta di Calais, dove sogna e spera di imbarcarsi per l'Inghilterra. Dall'altra parte della Manica lo attende un'adolescente che il padre ha promesso in sposa a un ricco cugino. Fallito il tentativo di salire clandestinamente su un traghetto, Bilal è deciso ad attraversare la Manica a nuoto. Recatosi presso una piscina comunale incontra Simon, un istruttore di nuoto di mezza età prossimo alla separazione dalla moglie, amata ancora enormemente e in segreto. Colpito dall'ostinazione e dal sentimento del ragazzo, Simon lo allenerà e lo incoraggerà a non cedere mai ai marosi della vita. A sua volta Bilal aprirà nel cuore infranto di Simon una breccia in cui accoglierlo. Ma il mondo fuori è avverso e inospitale e l'uomo dovrà sfidare le delazioni dei vicini di casa e la legge sull'immigrazione che condanna i cittadini troppo umani e “intraprendenti” col prossimo. Dal sito www.mymovies.it

London River, di Rachid Bouchareb, Gran Bretagna / Francia / Algeria, 2009, 87'.
7 luglio 2005. A Londra esplodono bombe sui mezzi pubblici causando numerose vittime. Mrs. Sommers, che vive in un paesino su una delle isole della Manica, apprende la notizia dalla televisione e subito telefona alla figlia Jane che studia a Londra. Jane non risponde alle numerose chiamate. Ousmane è un africano che lavora alla tutela del patrimonio forestale. Anche suo figlio, che non vede da quando era piccolo, vive e studia a Londra. Sia Mrs. Sommers che Ousmane partono per la capitale britannica nella speranza di trovare i reciproci figli ancora vivi. Si incontreranno e scopriranno di essere i genitori di due ragazzi che si amavano. Ma dove sono ora?. Dal sito www.mymovies.it

Des enfants dans les arbres (Dei bambini sugli alberi), di Bania Medjbar, Algeria/Francia, 2009, 26'. Cortometraggio
Un racconto di periferia dai toni magico-realistici. Karim e la sorella Coralie vivono con la madre in una cité che domina Marsiglia Ogni mattina osservano da lontano l’edificio della prigione dove è rinchiuso il padre e ascoltano la radio che manda messaggi ai detenuti. Una conversazione sempre a senso unico, per Karim è come “parlare all’aria”. Dal sito www.immaginafrica.it

Entre les murs ( La classe) , di Laurent Cantet, Francia, 2008, 128’.
François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all'interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe. Dal sito www.mymovies.it

Cous Cous , di Abdel Kechiche, Francia, 2007, 151'.
Beiji, 6o anni, lavora alla riparazione delle imbarcazioni nel porto di Sète, vicino a Marsiglia. Poco disposto alla flessibilità che la nuova organizzazione impone, viene licenziato. Beiji è divorziato e ha una nuova compagna ma non ha perso i contatti con la famiglia. Ora l'uomo vuole realizzare un sogno: ristrutturare una vecchia imbarcazione e trasformarla in un ristorante in cui proporre come piatto forte il cuscus al pesce. Nonostante le difficoltà economiche Beiji trova l'aiuto di tutti i familiari e l'impresa pare destinata al successo. Dal sito www.mymovies.it

14 kilometros, di Gerardo Olivares, Spagna, 2007, 95’.
Violeta, una ragazzina che vive in un villaggio del Mali, decide di scappare da casa per evitare il matrimonio combinato con un balordo da cui subì molestie da bambina. Intanto nel vicino Niger Buba trascorre le sue giornate tra la passione per il calcio e la necessità di fare il meccanico per vivere. Decide insieme al fratello di tentare una sorte migliore in Europa. Violeta e i due ragazzi si incontrano durante il viaggio verso il Marocco e condividono la meta dello Stretto di Gibilterra, quei 14 chilometri che separano l'Africa dall'Europa. Attraversano l'Algeria con mezzi di fortuna, e a un certo punto si ritrovano soli nel micidiale deserto del Ténéré e sbagliano direzione, incominciando a girare in tondo. È l'inizio di un durissimo cammino. Dal sito www.mymovies.it

Le coeurs brules, di Ahmed El Maanouni, Marocco, 2007, 84' .
El Maanouni gioca nel titolo con il verbo "brûler" (letteralmente “bruciare”), che in Marocco – e in tutto il Maghreb – viene usato per indicare coloro che emigrano clandestinamente in Europa e costruisce il suo film attorno al dramma della fuga e del desiderio di una vita diversa, creando una dialettica tra l’impaziente attesa dei giovani che cercano di ottenere in tutti i modi il visto per andare all’estero, e il tormento dell’esistenza spezzata, dell’identità smarrita del protagonista. Les Coeurs Brûlés racconta il viaggio al contrario di Amin, un uomo che dopo essere diventato un architetto di successo in Francia, decide di tornare a Fès, la sua città natale, per far visita allo zio malato. Il rientro a casa e l’incontro dopo anni con lo zio fa tornare Amin indietro nel tempo: in lui riaffiorano i dolori di un’infanzia difficile, degli studi desiderati ma ostacolati dallo zio, che l’ha cresciuto dopo la morte della madre. Questo viaggio costringe Amin a confrontarsi con sé stesso, a riappropriarsi della sua identità e della consapevolezza di non voler tornare in Francia, scontrandosi allo stesso tempo con i giovani del suo paese che invece non desiderano altro che fuggire altrove. Dal sito www.cinemafrica.org

Juventude em marcha, di Pedro Costa, Portogallo / Francia, 2004, 154'.
Il vecchio Ventura, operaio capoverdiano della periferia di Lisbona, è stato abbandonato dalla moglie Clotilde e vaga sperduto tra il quartiere degradato dove è vissuto tanti anni e il nuovo alloggio in un palazzone di recente costruzione. Trascorre la giornata visitando i tanti figli, reali e ideali, mentre scrive mentalmente una lettera d’amore alla moglie, aggiungendo ogni giorno una frase. Dal sito www.mymovies.it

Travaux - lavori in casa, di Brigitte Roüan, Francia, 2005, 95'.
Carole Bouquet è Chantal Latellier, un avvocato di successo che non perde mai una causa. E' la sua vita privata a essere un totale disastro. Divorziata, madre non proprio perfetta, accetta le insistenti avances di un suo cliente. Non l'avesse mai fatto. Per liberarsi di lui ha una sola soluzione, rendere la propria casa impraticabile assoldando un "distruttivo" architetto colombiano al quale aveva fatto ottenere la regolarizzazione per vivere in Francia, e un gruppo di volenterosi muratori clandestini. Dal sito www.mymovies.it

Saimir, di Francesco Munzi, Italia, 2004, 88'.
Saimir ha sedici anni, è albanese e vive dietro una finestra aperta sul mare di Ostia. Le sue notti sono lunghe, infinite come il numero di immigrati clandestini che raccoglie sul litorale laziale e che poi suo padre traffica coi piccoli imprenditori agricoli della zona. Saimir è poi e soprattutto un adolescente che vive un'età straordinaria dentro una realtà e una condizione altrettanto straordinarie:quella dell'immigrazione e dell'emarginazione. Dal sito www.mymovies.it

Un bacio appassionato, di Ken Loach, Gran Bretagna/Belgio/Germania/Italia/Spagna, 2004, 103'.
Casim figlio di pakistani ma nato a Glasgow lavora come dJ in un club. La sua famiglia ha già programmato per lui il matrimonio con una cugina. Ma Casim si innamora di Roisin, l'insegnante irlandese di musica della sorella minore. Da qui nascono i problemi, aggravati dal fatto che Roisin è separata e l'Istituto cattolico in cui insegna pretende da lei una condotta moralisticamente irreprensibile. L'amore dei due giovani rischia di essere minato sin dall'inizio ma i due proveranno a resistere. Dal sito www.mymovies.it

La sposa Turca, di Fatih Akin, Germania, 2004, 123'.
Amburgo. Dopo aver tentato il suicidio Cahit incontra Sibel che ha seguito un percorso analogo. Sono entrambi di origine turca ma vivono da molti anni in Germania. Sibel vuole uscire dalla sua famiglia in cui i maschi comandano e propone a Cahit di sposarla. Lei avrà così una copertura per vivere una vita libera anche sul piano sessuale. Ma il ruvido Cahit pian piano se ne innamora al punto di mettere a repentaglio la propria libertà . Dal sito www.mymovies.it

Da quando Otar è partito , di Julie Bertuccelli, Francia/Belgio, 2003, 102'.
Vincitore della Semaine de la Critique a Cannes -edizione 2003 - questo è un film da citare come esempio per come un tema triste e duro, quale la perdita di un proprio caro, possa essere trattato in maniera lieve ed originale. Protagonista della vicenda una madre georgiana ulraottantenne la quale non vive che in attesa di sentire il proprio figlio, Otar, emigrato a Parigi. Alla figlia, invece, con cui la donna convive, non resta che sopravvivere in uno scenario post-comunista a cui è difficile abituarsi. Una cattiva notizia indurrà entrambe le donne, seppure in tempi e con modalità differenti, a mentire vicendevolmente. Dal sito www.mymovies.it

Piccoli affari sporchi, di Chloé Barreau, Gran Bretagna, 2003, 98'.
Okwe è un immigrato clandestino dall'Africa a Londra. Lavora di giorno come taxista e di notte come portiere in un hotel. Quando scopre in una camera un cuore umano per lui le cose cambiano. Si trova così ad indagare e a scoprire un traffico di organi umani. Stephen Frears sembra fare film a corrente alternata: uno interessante e uno molto meno a turno. Questa volta la corrente alternata scorre all'interno di un'unica opera. Infatti alla prima parte che mescola noir e film di denuncia fa seguito una seconda melò e potenzialmente strappalacrime che ha scarse relazioni con la prima. Dal sito www.mymovies.it

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, di François Dupeyron, Francia, 2003, 94'.
Parigi, anni '60. Momo ha undici anni e vive solo con un padre depresso e taciturno. Il ragazzino stringe amicizia con Ibrahim, il proprietario arabo della drogheria del quartiere ebraico. Insieme intraprendono un viaggio verso Oriente, lungo un percorso disseminato dei "fiori del Corano", le frasi che l'anziano sufita pronuncia nelle conversazioni con il suo piccolo amico . Dal sito www.mymovies.it

Cose di questo mondo , di Michael Winterbottom, Gran Bretagna, 2002, 130'.
L'odissea di due ragazzi profughi dall'Afghanistan post talebani che cercano di raggiungere Londra. Uno dei due ce la farà ma a prezzo di un calvario inumano. Winterbottom non è nuovo all'intervento diretto sulla realtà (basti pensare a Welcome to Sarajevo) . Dal sito www.mymovies.it

Sognando Beckham, di Gurinder Chandha, Gran Bretagna, 2002, 112'.
I genitori vorrebbero che la figlia Jess fosse la classica ragazza indiana: dolce, remissiva e ansiosa di sposarsi con un bravo giovane come la sorella Pinky. Il problema è che Jess, che ha fatto della star del Manchester United Beckham il suo eroe, vorrebbe soprattutto giocare a calcio. Finché la cosa rimane confinata nell'ambito del parco pubblico non ci sono soverchi problemi. Dal sito www.mymovies.it

L'afrance, di Alain Gomis, Francia, 2001, 130'.
Uno studente senegalese a Parigi è sospeso tra il desiderio di ritornare in patria e quello di restare in Francia dove si trova bene; quello di sposare la donna a lui destinata in Senegal e quello di vivere il suo amore per una giovane francese. La sua anima è divisa tra il ricordo dell'uomo che era, l'immagine dell'uomo che sperava di diventare e quella dell'uomo che sta diventando. Dal sito cineuropa.org

Lontano , di André Techiné, Francia, 2001, 120'.
Lontano" è il Marocco, è Tangeri, dove tre amici, Serge, Sarah e Said, si incontrano e cercano di fare esperienze diverse da quella della cosiddetta civiltà. Insomma la fuga. La figura centrale è Serge, che col camion trasporta un po' di tutto fra l'Africa e la Francia. Sarah è la sua donna e Said un abitante del luogo che vuole andare a Parigi. I loro progetti però si scontrano con la realtà e con l'incapacità, un po' di tutti, di riuscire a cambiare davvero. Dal sito www.mymovies.it

Jalla! Jalla!, di Josef Fares, Svezia, 2001, 88'.
Roro e Màns sono amici e lavorano come custodi al parco. Roro, figlio di immigrati libanesi, è fidanzato con una svedese, Lisa, ma la nasconde ai suoi che non vedrebbero di buon occhio la relazione. Quando si decide a parlarne trova la famiglia riunita che gli ha già combinato un matrimonio con Yasmine, una ragazza svedese di origini libanesi. Neppure lei vuole sottomettersi, ma lo invita a fingere per un po' al fine di evitare le ritorsioni del suo oppressivo fratello. Màns ha invece un altro tipo di problema: da qualche tempo è impotente e la sua ragazza non apprezza. Si dà allora da fare in tutti i modi (compresi quelli più astrusi) per ovviare all'inconveniente .Dal sito www.mymovies.it

Tutta colpa di Voltaire, di Abdel Kechiche, Francia, 2000, 130'.
Oltre due ore per un film documento che riguarda una situazione che è anche italiana: l'immigrazione. Questa volta il teatro è Parigi, dove arriva Jallel, piena di ottimismo e speranze. Ma la realtà con la quale si scontra è durissima. Difficoltà grandi nei rapporti, enormi nel lavoro. Nessuna possibilità di inserimento. Dal sito www.mymovies.it

Fortezza Europa , di Zelimir Zilnik, Slovenia, 2000, 80'.
Storie di rifugiati che, dopo il deserto e il mare, hanno smesso di nascondersi, e sono usciti allo scoperto, per camminare a testa alta, come un uomo sulla terra. Storie di rifugiati che accusano senza mezzi termini la polizia libica di violenze e torture nei campi di detenzione finanziati dall’Italia. Storie che ribaltano i ruoli. E fanno delle migliaia di “clandestini” che sbarcano sulle nostre coste, altrettanti testimoni di un durissimo atto d’accusa. Dal sito comeunuomosullaterra.blogspot.it

Beatiful People, di Jasmin Dizdar, Gran Bretagna, 1999, 107'.
Londra, ottobre 1993. La vita di 4 famiglie inglesi è sconvolta, ma anche rigenerata, dall'incontro con profughi della guerra nella ex Iugoslavia. 1° film di J. Dizdar, bosniaco di nascita, che sulla scia di Kusturica, affronta temi pesanti con leggerezza, ricorrendo alle armi dell'ironia, della satira, della buffoneria grottesca. Dal sito www.mymovies.it

El Medina, di Yousry Nasrallah, Egitto, 1999, 105'.
A young Egyptian with acting ambitions leaves his country for France with dreams of becoming a movie star, much to the disgust of his father, who wants him to move to Saudi Arabia and get rich. Dal sito www.imdb.com

Pièces d'identitè, di Mweze D. Ngangura, Congo, 1998, 92'.
Mani Kongo (Gérard Essomba) is the king of the Bakongo. His only daughter, Mwana, (Dominique Mesa) left for Belgium to study being a doctor, but contact with her has been lost. Mani Kongo decides to travel to Belgium in search of his beloved daughter. On arriving he will have to cope with the very best and the very worst of the black diaspora, as well as with prejudices rampant in European society. He himself will find good friends amongst poor low-class whites showing that nothing is ever black or white. Dal sito it.wikipedia.org

East is east, di Damien O'Donnell, Gran Bretagna, 1998, 96'. Commedia.
A yub Khan-Din sceneggia una sua commedia di successo sul multietnismo nelle periferie britanniche e O'Donnell dirige un film eccezionale, ironico, trascinante: un vero fenomeno. Om Puri è il padre anglicizzato ma non fino al punto da non pretendere dai suoi figli un matrimonio tradizionale. Basset è la moglie british che si scontra con lui. I figli sono più inglesi di un nativo. Il melting pot produce un vero capolavoro cinematografico. Dal sito www.mymovies.it

Città nuda, di Kostantinos Yannaris, Grecia, 1998, 92'.
Raro esempio nella cinematografia greca di un regista, giovane e validissimo, che non vuole fare il poeta ma raccontare una storia contemporanea con taglio veloce e incisivo senza negare ai personaggi lo loro dignità in un ambiente che di umano ha molto poco. Giovani "russi del Ponto", originari della costa del mar Caspio, arrivati dopo la dissoluzione dell'Urss nella periferia di Atene, non più russi ma neppure greci. Sradicati culturalmente e socialmente sono pronti a tutto per fame di ricchezza e eccesso di povertà. Sasha, il loro capo diciassettenne, accetta di sorvegliare Natasha, una giovane prostituta russa, divenuta un oggetto di proprietà del suo protettore. Per avidità o forse anche per amore, tenterà di fuggire con lei. Dal sito www.comingsoon.it

Mio figlio il fanatico (My Son The Fanatic), di Udavan Prasad, Gran Bretagna, 1998, 95’.
La storia d'amore, imprevedibile e non scontata, tra il tassista pakistano Parvez (Om Puri) e la prostituta inglese Bettina (Rachel Griffiths) è, in tutta la sua semplicità, una chiave di lettura. Una possibilità di comprensione di questi nostri giorni, di queste nostre città e delle nostre vite da europei, di nascita o acquisiti, della difficoltà di comunicazioni tra diversità. La diversità, in questo caso, è tra la cultura, la religione, lo stile di vita di immigrati pakistani integrati nella città inglese e lo spietato, irrazionale edonismo occidentale. Dal sito www.revisioncinema.com

Canzone di Carla, di Ken Loach, Gran Bretagna / Nicaragua, 1996, 126'.
George Lennox, un autista di autobus di Glasgow, incontra Carla, una profuga del Nicaragua che conduce un'esistenza al limite, e decide di aiutarla; la riaccompagna in patria e i due si mettono alla ricerca dei parenti e del fidanzato della ragazza. Dal sito www.cinemadelsilenzio.it

Clando, di Jean-Marie Téno, Camerun 1996, 94'.
Perseguitato dalla polizia del suo paese, il Camerun, Sobgui decide di emigrare in Germania per darsi al business dell’esportazione di autovetture. A Colonia Sobgui si innamora di Irene, che lavora per l’assistenza dei rifugiati politici. I ricordi, il passato drammatico della prigione e delle torture lo assillano continuamente. Anche in Europa, Sobgui non trova pace e comincia a pensare di ritornare al suo paese. Il film di Teno è un film sulla resistenza, una riflessione profonda su dove e come deve aver luogo la lotta per ottenere migliori condizioni di vita. Dal sito www.coeweb.org

La Promesse, di Jean Pierre e Luc Dardenne, Belgio/Francia/Tunisia/Lussemburgo, 1996, 90'.
Aliegi, nel Sud povero del Belgio, Igor (J. Renier), giovane meccanico, aiuta il padre Roger (O. Gourmet) nei traffici illegali di manodopera di immigrati clandestini finché la caduta da un'impalcatura del tunisino Hamidou (R. Ouedraogo), lasciato morire dal padre per evitare grane con la legge, gli fa acquisire coscienza di quel che è e quel che fa. Quest'uscita da uno stato di innocenza criminale e complice corrisponde in Igor a una rivolta contro il padre, alla scoperta dell'umanità dei diversi, a una metafora del rapporto Nord-Sud . Dal sito www.mymovies.it

Segreti e bugie, di Mike Leigh, Gran Bretagna, 1996, 120'.
Alla morte dei genitori adottivi, una giovane donna nera decide di trovare la madre naturale. Scopre che è una donna bianca, fragile e frustrata, con una figlia ventenne infelice e aggressiva, e con un fratello in crisi. Durante una festa di compleanno vengono al pettine tutti i nodi dei legami affettivi. Dal sito www.mymovies.it

L'odio (La haine) di Mathieu Kassovitz, Francia, 1995, 95'.
Una giornata in una delle tante banlieue parigine. Un giorno uguale a molti altri per l'ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert. Se non fosse che un loro amico, il sedicenne Abdel, è stato pestato dalla polizia in seguito agli scontri della notte precedente e adesso è sospeso tra la vita e la morte in ospedale. Durante i tumulti, Vinz ha trovato la pistola persa da un agente. Il ragazzo giura che la userà per vendicarsi, nel caso in cui Abdel muoia. Dal sito www.mymovies.it

Le cri du coeur, di Idrissa Ouedraogo, Francia/Burkina Faso, 1994, 86'.
Il piccolo Moctar, costretto a lasciare la sua casa e gli amici più cari per raggiungere il padre emigrato in Francia, non riesce ad adattarsi alla nuova vita. Le sue inquietudini e angosce si materializzano in una iena che lo insegue, perseguitandolo, ovunque vada. Solo Paulo lo capisce e lo aiuta a sconfiggere le sue paure affrontando la iena che non è pazzia. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.org

Pic-nic alla spiaggia di Gurinder Chandha, Gran Bretagna, 1993, 101'.
Un gruppo di donne indiane residenti in Inghilterra si regala una giornata di libertà recandosi a Blackpool, la Rimini inglese. Qui emergeranno le scatole cinesi di un'esclusione progressiva: gli inglesi diffidano degli indiani, gli indiani dei neri. Gli uomini indiani sottomettono le donne, le anziane non hanno un buon rapporto con le giovani. Dal sito www.mymovies.it

Sammy e Rosie vanno a letto, di Stephen Frears, Gran Bretagna, 1987, 100'.
riundo indiano e americana vivono sposati, ma liberi sentimentalmente, a Londra. L'arrivo del padre di lui e il passato che ritorna fanno precipitare una situazione instabile. Dal sito www.mymovies.it

My Beautiful Laundrette, di Stephen Frears, Gran Bretagna, 1985, 93'.
Rampollo di una ricca famiglia pachistana a Londra mette su una lavanderia e si prende come socio un coetaneo, inglese e povero, che è anche il suo amante. Il rapporto padrone-servo complica le cose. Dal sito www.mymovies.it

La paura mangia l'anima, di Rainer Werner Fassbinder, Germania, 1974, 93'.
Un'anziana donna delle pulizie vedova sposa un immigrato marocchino, di vent'anni più giovane. Doppio scandalo. Non è soltanto un film sul razzismo quotidiano e sulla normalità, ma anche sull'amore e la felicità. Il personaggio che più interessa non è Alì, trasparente e monolitico nella sua araba semplicità di cuore e di comportamento, ma Emmi cui l'amore non basta a farle superare i pregiudizi, l'educazione piccoloborghese, l'innata tedescheria.. Dal sito www.mymovies.it

Documentari

This is not paradise, di Gaia Vianello, Lisa Tormena, 2014, 52'
In Libano migliaia di donne di servizio migranti vivono in condizione di semi-schiavitù e senza alcuna protezione legale. Si stima che dal 2007, circa due di loro si sono suicidate ogni settimana. Attraverso le testimonianze delle donne che sono riuscite ad emanciparsi, i racconti di coloro che le emarginano e dei volontari delle associazioni a sostegno dei diritti dei migranti si approfondisce un aspetto quasi sconosciuto e molto delicato del Libano e del Medio Oriente [...]. Dal sito Sunset Società Cooperativa.

Squola di Babele (La cour de Babel), di Julie Bertuccelli, Francia, 2014 89'.
Istituto Grange-aux-Belles di Parigi, classe di accoglienza. Un gruppo di ragazzi tra gli undici e i quindici anni si ritrova insieme per imparare il francese. Arrivano dalla Guinea, dalla Bielorussia, dall'Irlanda, Serbia, Venezuale, Senegal, Cina, Libia. Scappano dalla crisi, dai neo nazisti, dall'infibulazione, dalla povertà, dalla solitudine, dalla mancanza di un futuro. Al termine dell'anno, i loro progressi decideranno in quale classe della scuola "normale" verranno inseriti. Dal sito www.mymovies.it

Days oh hope, di Ditte Haarløv Johnsen, Danimarca, Italia, 2014, 74'.
L'emigrazione dall'Africa all'Europa. Dal punto di vista e soprattutto dalla diretta voce di chi ha già affrontato (o sta per farlo) una spaventosa traversata marina. Che sia di matrice religiosa o consista nell'amore riconoscente per una madre o nel desiderio di un futuro migliore per i propri cari, la speranza è l'unico filo rosso che lega i protagonisti del film, il fattore decisivo di un viaggio così pericoloso. Dal sito www.mymovies.it

Le monde est comme ça, di Fernand Melgar, Svizzera, 2013, 60'.
Le monde est comme ça raconte la destinée de cinq des protagonistes du film "Vol spécial" après leur expulsion de Suisse. Arrachés à leur pays d'accueil et à leurs enfants parce qu’ils étaient sans-papier, ils se sont retrouvés au Sénégal ou au Kosovo, en Gambie ou au Cameroun, totalement démunis, exclus de leur famille et parfois même torturés à leur arrivée. Ce film entre dans l’intimité de ces hommes brisés et témoigne de la brutalité d’une politique migratoire commune à la Suisse et à l’Europe. Dal sito www.climage.ch

Io sto con la sposa, di Antonio Augugliaro / Gabriele Del Grande / Khaled Soliman Al Nassiry, Italia/Svezia, 2013.
Tra i protagonisti ci sono gli autori del film. Dopo aver incontrato a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, decidono di aiutarli a continuare il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come trafficanti di esseri umani, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa e una decina di amici italiani e siriani che si fingeranno invitati. Così mascherati attraverseranno in corteo mezza Europa, da Milano a Stoccolma, tra il 14 e il 18 novembre 2013: un viaggio di tremila chilometri raccontato in presa diretta. Sinossi dal sito www.internazionale.it

Nowhere home, di Margreth Olin, Norvegia, 2012, 90'.
In this compelling documentary, filmmaker Margreth Olin follows a number of boys from Salhus, a Norwegian centre offering temporary residence to unaccompanied asylum-seeking children. We get to know Goli who now lives back in Kurdistan after being deported from Norway the day after he turned 18. We follow him as he embarks on his journey back to country where he was given safe haven. We meet brothers Hassan and Hussein from Afghanistan. Dal sito ff.hrw.org

Paris mon paradis, di Eléonore Yaméogo, Burkina Faso / Parigi, 2011, 67'.
I miti sono “portatori” di sogni sul viaggio e la migrazione. Gli africani ancora tentano di trovare la “salvezza” e la fortuna in Occidente, con la testa piena di immagini idilliache sull’eldorado. Ma il “giudizio finale” arriva proprio da lì, dall’Africa: bisogna avere successo e mostrarlo. La vergogna attende coloro che non condividono la “fortuna”, che tornano a mani vuote, senza dare vita al mito e all’ immagine sognata di Parigi. Eppure la realtà è spietata. La vita degli immigrati africani a Parigi a volte assomiglia a una battaglia infinita, con il sogno che si trasforma presto in inferno. Dal sito festivalafricano.altervista.org

Imagining Emanuel, di Thomas A. Ostbye, Norvegia, 2011, 52'.
Emanuel came to Norway in 2003 and claims to be from Liberia. Norwegian authorities believe he is from Ghana. Twice he was sent “back”, only to be rejected by the Ghanaian authorities and returned to Norway. Without permission to stay and no legal possibility to leave, Emanuel’s life is put on hold. Will he be able to prove who he really is? Dal sito dafilms.com

Vol Spécial, di Fernand Melgar, Svizzera, 2011, 100'.
Per la prima volta in Europa, una troupe cinematografica può entrare in un centro di detenzione per irregolari. All’interno di questa istituzione carcerale, la tensione aumenta giorno dopo giorno sino all’annuncio dell’espulsione . Dal sito www.volspecial.ch

Les Éclats , di Sylvain George, Francia, 2011, 84’.
Calais. Frammenti di immagini e di storie, schegge di parole, sguardi, lampi di quotidianità, scoppi guerrieri, incursioni poliziesche, ingiustizie inflitte ai migranti vanno a comporre una topografia luminosa e lancinante dell'Europa contemporanea. Dal sito www.mymovies.it

Locked in Limbo, di Alvaro Lanciai, Italia, 2011, 61’.
Cipro, Malta, Ceuta. Tre luoghi lungo i quali si dipana il confine meridionale d’Europa, una moderna cortina di ferro che attraversa il Mediterraneo, tre “non luoghi” dove l’Europa ha deciso di incatenare chi fugge dall’Africa, dal Medio Oriente o dall’Asia. Destini di giovani migranti, che spesso restano congelati per anni in attesa di una risposta. Picchiati, torturati e ceduti da un gruppo criminale all’altro, questi migranti, ad un passo dal loro traguardo, si sono visti chiudere le porte per l’Europa. Intrappolati in queste strisce di terra, non possono tornare sui loro passi, né proseguire. Un’attesa perpetua che li priva di anni della loro vita. C’è chi si arrende e chi, invece, si aggrappa ad una flebile speranza. Dal sito www.cinemaitaliano.info

Silent stories, di Hanne Phlypo, Catherine Vuylsteke, Algeria/Belgio/Francia, 2010, 52' .
Quattro vite, quattro nazionalità, quattro diversi orientamenti sessuali. Quattro storie silenziose di persone (due uomini e due donne) costrette a lasciare il loro paese d'origine (Algeria, Senegal, Iraq e Guinea) a causa della loro "diversità". Dal sito www.genderbender.it

Maria en tierra de nadie, di Marcel Zamora, Spagna, 2010 90'.
Il documentario ricostruisce in parallelo il viaggio di tre donne attraverso il territorio messicano: Inés, una salvadoregna di 60 anni alla ricerca della propria figlia, scomparsa 5 anni prima in Messico durante il viaggio verso il Sud degli Stati Uniti; Marta e Sandra, due amiche salvadoregne che, stanche di vivere in condizioni di violenza e povertà nel loro Paese, decidono di mettersi in cammino versi gli Stati Uniti con 30 dollari in tasca. Durante il viaggio ripercorrono tutti i possibili destini della figlia di Inés: prostituzione, schiavitù, violenze, rapimenti e perfino la morte. Dal sito www.mymovies.it

Waramutseho! , di Bernard Auguste Kouemo Yanghu, Camerun/Francia, Horizon d'Afrique, 2009, 21'. Cortometraggio
Kabera è hutu e Uwamungu è tutsi. Sono due studenti ruandesi che condividono un appartamento in Francia. Preoccupati per le sorti delle loro famiglie, i due assistono attoniti alle immagini trasmesse in televisione dei massacri avvenuti in Ruanda e realizzano che da amici sono diventati due nemici. Dal sito www.immaginafrica.storia.unipd.it

L'impossible. Pages arrachees , di Sylvaine George, Francia, 2009 135'.
Un viaggio da Calais a Parigi diviso in cinque episodi ispirati agli scritti di Rimbaud, Lautréamont, Dostoevskij, Benjamin e Blanqui e accomunati dal tema della lotta politica. Sullo schermo scorrono le immagini di migranti in partenza dalle coste francesi verso l’Inghilterra, quelle di studenti e precari in rivolta durante le manifestazioni parigine del marzo e maggio 2009 e le riprese di gay pride degli anni Sessanta, tratte dai film di Lionel Soukaz. Dal sito www.torinofilmfest.org

Storie di pioggia , di Isabel Achaval, Belgio, 2008, 52'.
Per riflettere sul tema dei rapporti fra emigrazione e integrazione, la documentarista belga Achaval parte da Bruxelles e passa dall'Argentina a Roma incontrando la famiglia del filippino Clemente, la giovane Fati del Burkina Faso, il ristoratore siciliano Angelo, una matura dottoressa belga: "Tentata dalla calligrafia dell'immagine, la regista perde un po' di vista l'oggetto della sua ricerca, mettendosi al centro del racconto come sguardo e voce... sembrano più emanazioni della voce narrante che epifanie di possibilità e mondi". Ne nasce un film che mescola sociologia, folklore ed esotismo di riporto. Dal sito www.mymovies.it

Laissez-Les Grandir ici, di L. Abelanski e M. Abramovici, Francia, 2007, 3'.
Dans les écoles, les collèges et les lycées, un grand mouvement de solidarité entoure les enfants d’hommes et de femmes sans-papiers menacés d’expulsion. Dal sito www.dailymotion.com

Bercelone ou la mort , di Idrissa Guiro, Francia, 2006, 52‘.
Racconta la storia di pescatori del Senegal che hanno dovuto lasciare il loro paese, per recarsi in Francia, perché i monopoli stranieri rubano i pesci. Lo sfruttamento delle risorse nei paesi d’origine, le condizioni di vita delle donne contaminate dall’AIDS e le difficoltà del viaggio, spesso senza ritorno. Dal sito www.storiemigranti.org

I for India, di Sandhya Suri, Gran Bretagna/Germania/ Italia, 2005, 70' .
In 1965 Yash Pal Suri left India for the U.K. The first thing he does on his arrival in England is to buy 2 Super 8 cameras, 2 projectors and 2 reel to reel recorders. One set of equipment he sends to his family in India, the other he keeps for himself. For forty years he uses it to share his new life abroad with those back home - images of snow, miniskirted  ladies dancing bare-legged, the first trip to an English supermarket - his taped thoughts and observations providing a unique chronicle of the eccentricities of his new English hosts. Back in India, his relatives in turn, respond with their own 'cine-letters' telling tales of weddings, festivals and village life. Dal sito www.iforindiathemovie.com

Adisa o la storia dei mille anni, di Massimo Domenico D'orzi, Italia, 2004, 80'.
Un viaggio attraverso le regioni montuose della Bosnia centrale dove vivono alcune comunità di rom kaloperi: famiglie stanziali che possiedono una casa, guardano con sospetto gli zingari dediti al nomadismo e non parlano volentieri la lingua romanì. Di villaggio in villaggio, vengono scrutate attentamente tutte le abitudini più ordinarie dei membri delle varie famiglie e vengono registrate alcune testimonianze: esperienze e pensieri di differenti generazioni che cercano di aprire un nuovo sguardo sulla diversità e la ricchezza dei popoli rom. Dal sito www.mymovies.it

Tarifa trafic, di Joakim Demmer, Germania, 2004, 60’.
Tarifa, a city in the south of Spain, Europe‘s southernmost point, early morning. The wind surfers sail across the clear blue sea and the first tourists are taking their places in the deck chairs. Only a few steps away a dead body is being tossed up on the shore by crashing waves. They come when there is a full moon and a smoth sea. These are the nights of the „pateras“, the motorboats that try to cross the Strait of Gibraltar in the dark. They are filled to the hilt with ever-more people from Morocco and sub-Saharan Africa. Many cannot swim and have nothing except for the clothes on their backs. And it doesn‘t take much for an overfilled boat to capsize or sink, leading to a catastrophe. From a European perspective and with haunting images, the film looks at the people of Tarifa whose everyday life is influenced by the constant flow of illegal immigrants looking for a better future in the fortress that is Europe. Dal sito www.dschointventschr.ch

Immigrazione in America

Film sull'immigrazione Stati Uniti d'America

Documented, di Josè antonio Vargas, USA, 2014, 90'. (Documentario)
Nel 2011 il giornalista premio Pulitzer Jose Antonio Vargas sì è autodenunciato come immigrato illegale, con un clamoroso articolo sul New York Times Magazine. Arrivato bambino dalle Filippine, Vargas ha scelto di rischiare in prima persona e attraversa gli Stati Uniti raccontando la sua storia in solidarietà con gli oltre 11 milioni di clandestini che vivono nel paese. Il suo impegno per una riforma delle leggi sull’immigrazione lo mette in contatto con molti di loro, in particolare quelli come lui cresciuti negli USA, ma l’esperienza susciterà anche il desiderio di rincontrare la madre, dopo oltre 20 anni.

C'era una volta a New York, di James Gray, USA, 2013, 120'.
New York, anni '20. L'arrivo di una donna diversa dalle altre ad Ellis Island sconvolge la vita di un imbonitore, un uomo che vive raccogliendo ragazze sprovvedute con problemi di immigrazione per poterle impiegare prima negli spettacolini e poi nelle camere con i clienti. Ewa, polacca fuggita in America sperando nell'aiuto della zia già sistemata a Brooklyn, all'arrivo è stata separata dalla sorella messa in quarantena per la tubercolosi. Da quel momento l'unico pensiero della ragazza è recuperare la sorella, mentre l'unico fine dell'impresario è di tenerla vicino a sè nonostante l'ingerenza del cugino illusionista. Dal sito www.mymovies.it

The Help, di Tate Taylor, USA, 2012, 137’.
Jackson, Mississippi. Inizio degli Anni Sessanta. Skeeter si è appena laureata e il primo impiego che ottiene è presso un giornale locale in cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. Le viene però un'idea migliore. Circondata com'è da un razzismo tanto ipocrita quanto esibito e consapevole del fatto che l'educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari ‘negre' (come allora venivano dispregiativamente chiamate). Dal sito www.mymovies.it

Restless city, di Andrew Dosunmu, Negeria/Usa, 2011,80'.
The film tells the story of Djibril (Sy Assane), a young African immigrant trying to make a life for himself in the streets of Harlem in New York. A struggling musician who hopes to one day score a record deal, he survives meanwhile by selling CDs on the street and taking on gigs as a courier with the help of his moped. When he meets the beautiful and vulnerable Trini (Sky Grey), he jeopardizes everything to save her from her squalid life. Dal sito en.wikipedia.org

Il mio nome è Khan (My Name Is Khan), di Karan JoharDrammatico, 165', India, 2010
Rizvan Khan soffre sin dalla nascita di una particolare forma di autismo, la Sindrome dii Asperger che gli consente di comunicare meglio in forma scritta che orale e che gli impedisce di intuire le reazioni altrui. Cresciuto con la madre e un fratello geloso delle attenzioni che gli venivano dedicate ha sviluppato una particolare abilità nel riparare guasti meccanici. Dopo la morte della genitrice il fratello, emigrato e in carriera da tempo, gli trova un lavoro come rappresentante di prodotti cosmetici negli Stati Uniti. Qui Khan conosce Mandira Rathore, madre single di un ragazzino a cui l'uomo si affeziona e che prenderà il suo cognome. Proprio dal cognome musulmano (Mandira è Hindu) inizieranno i problemi per il ragazzino dopo l'11 settembre 2001. La tragedia è in agguato. Dal sito www.mymovies.it

Gran Torino, di Clint Eastwood, USA, 2008, 116' .
Walt Kowalski ha perso la moglie e la presenza dei figli con le relative famiglie, al funerale non gli è di alcun conforto. Così come non gli è gradita l'insistenza con cui il giovane parroco cerca di convincerlo a confessarsi. Walt è un veterano della guerra in Corea e non sopporta di avere, nell'abitazione a fianco, una famiglia di asiatici di etnia Hmong. Le uniche sue passioni, oltre alla birra, sono il suo cane e un'auto modello Gran Torino che viene sottoposta a continua manutenzione. La sua vita cambia il giorno in cui il giovane vicino Thao, spinto dalla gang capeggiata dal cugino Spider, si introduce nel suo garage avendo come mira l'auto. Walt lo fa fuggire ma di lì a poco tempo assisterà a una violenta irruzione dei membri della gang con inatteso sconfinamento nella sua proprietà. In quell'occasione sottrarrà Thao alla violenza del branco ottenendo la riconoscenza della sua famiglia. Dal sito www.mymovies.it

Frozen River, di Courtney Hunt, USA, 2008, 97’.
Confine tra lo Stato di New York e il Quebec, pochi giorni prima del Natale. Ray è stata abbandonata dal marito senza denaro e con due figli, uno di 15 e uno di 5 anni. La famiglia stava per realizzare il sogno di una nuova casa prefabbricata che sostituisse quella in progressivo degrado in cui i suoi componenti abitano. Un giorno Ray conosce Lila Littlewolf, una giovane donna appartenente alla comunità Mohawk che vive sulle rive del fiume San Lorenzo che, ghiacciandosi in inverno, diviene una strada percorsa per far entrare clandestini negli Stati Uniti. Lila appartiene al giro e Ray finisce con l'affiancarla. Dal sito www.mymovies.it

Below Sea Level, di Gianfranco rosi, Italia/USA, 2008, 110’. Documentario.
In una base militare dismessa, a duecentocinquanta chilometri da Los Angeles e quaranta metri sotto il livello del mare, vive una comunità di homeless, un gruppo numeroso di senzatetto che cucinano, leggono, conversano, fanno l'amore, compongono canzoni, coltivano passioni e il sogno di tornare ad essere “visibili”. Dal sito www.mymovies.it

L'ospite inatteso (The visitor), di Thomas McCarthy, USA, 2007, 104'.
Walter Vale è un professore universitario di economia, rimasto vedovo, che insegna ormai svogliatamente e vive monotonamente in una cittadina del Connecticut. Quando di malavoglia accetta di sostituire un collega a una conferenza a New York, scopre che il suo appartamento, da tempo disabitato, è stato affittato con l’inganno ad una giovane coppia, il siriano Tarek, che suona il djembe in un gruppo jazz, e l’africana Zainab, disegnatrice di gioielli. Dopo la sorpresa iniziale, Walter invita i due a restare, almeno fino a che non troveranno un altro tetto, e inizia con Tarek un’amicizia nel nome della musica. Ma un contatto incidentale con la polizia, in metropolitana, fa finire Tarek, immigrato irregolare, in un centro di detenzione nel Queens. L’arrivo della madre del ragazzo, Mouna, rinnova l’impegno e l’affetto di Walter per Tarek ma il suo fermo assume sempre più i connotati della prigionia. Dal sito www.mymovies.it

Freedom writers, di Richard LaGravenese, USA-Germania, 2007, 123'.
Erin Gruwell è una giovane insegnante di lettere al suo primo incarico in un liceo. Siamo a Los Angeles nel 1992, poco dopo gli scontri razziali che avevano messo a ferro e fuoco la città. Erin si vede affidare una classe composta da latinoamericani, cambogiani, afroamericanie un unico bianco. Provengono tutti da realtà sociali in cui il degrado e la violenza costituiscono parte integrante della vita quotidiana. Le istituzioni li vedono come un peso morto da "parcheggiare" in attesa che tornino nella strada. "La Gruwell" (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) non si arrende né di fronte all'istituzione né di fronte agli allievi che inizialmente la respingono convinti che sia l'ennesima insegnante disinteressata al loro vissuto. Riuscirà a convincerli ad uscire dalla gabbia delle gang e a guardarsi dentro scrivendo dei diari che diverranno un libro. Dal sito www.mymovies.it

God Grew Tired of Us di Christopher Quinn, Usa, 2007, 89'. Documentario
Il documentario narra la vicenda di tre ragazzi sudanesi in fuga dal loro Paese verso una nuova vita negli Usa. Dal sito www.mymovies.it

Kevin Annett e il genocidio del Canada, di Louie Lawless, USA, 2006, 105'. Documentario.
Film documentario sullo sterminio degli aborigeni del Canada. Il documentario racconta i raccapriccianti abusi subiti dai nativi canadesi nella seconda metà del XX secolo, nelle cosiddette «scuole residenziali», dove in centinaia di migliaia di aborigeni sono stati rinchiusi. Dal sito www.ariannaeditrice.it

The namesake, di Mira Nair, India/Usa, 2006, 122 ‘.
Dopo essere sopravvissuto a un incidente ferroviario Ashoke cambia vita, inizia a viaggiare e torna in India solo per sposare, secondo la tradizione bengalese, una giovane donna scelta dai genitori, Ashima. Entrambi si trasferiscono a New York dove, nonostante i contrasti climatici e culturali, Ashima e Ashoke hanno due figli: un maschio Gogol e una femmina, Sonia. Lo scontro fra le culture si manifesta con piú evidenza quando i figli crescono e quando Gogol dovrà decidere fra due mondi diversi e tra due bellissime ragazze. Dal sito www.mymovies.it

Human Trafficking di Christian Duguay, Canada/Usa, 2005, 240'.
Ogni giorno centinaia di giovani ragazze scompaiono o vengono trovate misteriosamente uccise. Due detective dell'unità anticrimine scoprono che dietro l'intera vicenda si nasconde un vero e proprio commercio umano, talmente organizzato da essere diventato la più moderna di tutte le forme di schiavismo, un racket criminale di proporzioni mondiali che fattura centinaia di milioni di dollari l'anno. Dal sito www.libreriauniversitaria.it

La ciudad di David Riker, Usa, 2000, 88'.
Racconti dal lato oscuro di New York, la città degli immigrati clandestini, dei lavoratori stagionali e dei latino-americani residenti a Manhattan. Un'intensa collaborazione di cinque anni con la comunità degli immigrati ha dato vita a una complessa narrazione in quattro parti, recitata da attori professionisti. La Ciudad è girato in un bianco e nero accurato e toccante. Dal sito www.fotoamatorimattarello.info

Verso il sole, di Michael Cimino, Usa, 1996, 122'.
Meticcio (mezzo Navajo, mezzo nero) e malato terminale di cancro, Brandon Monroe detto Blue (Seda), capobanda sedicenne di L.A., sequestra un oncologo carrierista e benpensante (Harrelson) e lo costringe ad andare verso il sudovest, alla ricerca di un lago sacro di montagna. 7° film di Cimino, comincia come un thriller di azione metropolitana, mescolato a una commedia ospedaliera. Diventa un film di strada e di inseguimento e si trasforma in un viaggio iniziatico verso le radici mitiche dell'America. Dal sito www.mymovies.it

Jungle fever, di Spike Lee, USA, 1991, 126'.
Architetto nero di New York, con moglie e figlia, ha una relazione con la segretaria italoamericana, che ha il babbo e due fratelli a carico. Male accolta nei rispettivi ambienti, la loro storia li fa espellere dalle famiglie. Passata la febbre, vi rientrano. L'intrigo, semplice, del 5° film dell'afroamericano Lee serve per affrontare 2 temi principali: i rapporti interrazziali e quello della droga (da lui condannata con lucido furore). Dal sito www.mymovies.it

Green Card "Matrimonio di Convenienza", di Peter Wier, con Gerard Depardieu, Andie McDowell, Usa, 1990, 108'.
Lei è americana, maniaca del verde e vuole a tutti i costi un certo appartamento con serra. Lui è francese e vuole la carta verde di soggiorno negli USA. Si sposano per convenienza. L'ufficio immigrazione indaga e loro s'innamorano davvero. Dal sito www.mymovies.it

Mississippi Masala, di Mira Nair, USA, 1990, 109'.
Il film tratta la tematica antirazzista dell'amore tra un afroamericano ed una indiana nata nell'Uganda del dittatore Amin.Premio UNICEF alla Mostra del Cinema di Venezia del 1991. Nel 1972 il temuto generale Idi Amin, dittatore dell'Uganda, ordina l'immediata espulsione dal Paese di tutti gli asiatici e la confisca dei loro beni. Perciò l'indiano Jay, con la moglie Kinnu e la figlioletta Mina, deve partire precipitosamente da Kampala assieme agli altri indiani, abbandonando il benessere e quel paese che per lui rappresentano il paradiso perduto. Nel 1990 Jay vive negli Stati Uniti, nel Mississipi, con moglie e figlia, e la sua, come molte altre famiglie di origine indiana, lavora in un motel. Mentre Jay non si è rassegnato all'abbandono dell'Uganda, e perciò continua a scrivere regolarmente pratiche indirizzate al nuovo governo di quel paese, per riottenere nazionalità e proprietà, la moglie Jinny si è adattata invece, unendosi alla numerosa comunità indiana locale. Dal sito it.wikipedia.org

Fa' la cosa giusta, di Spike Lee, USA, 1989, 114'.
La calura è il tessuto connettivo di un'azione che si svolge dall'alba alla notte di una torrida giornata estiva sulla Bedford-Stuyvesant a Brooklyn, ha il suo epicentro in una pizzeria, il suo riferimento in una stazione radiofonica e si risolve in uno scoppio di violenza. Dal sito www.mymovies.it .

Radici, di Marvin J. Chomsky/Jhon Erman/David Greene/Gilbert Moses/ , Usa, 1977, 12 episodi, 573'. Serie Tv.
La serie racconta la storia di una famiglia di schiavi negli Stati Uniti a partire dal 1750, nascita in Gambia nel villaggio mandinka di Juffure del capostipite Kunta Kinte, il quale giunto all'età di quindici anni, viene portato con altri coetanei in un luogo per l'iniziazione e la circoncisione, secondo i precetti dell'Islam. Tornato a casa sua nonna Nyo Boto gli comanda di andare nella jungla per procurarsi un tronco di legno per fabbricare un tamburo, ma viene catturato dagli slatì, membri di altre tribù ingaggiati dai taubob, gli europei, per catturare schiavi. Dal sito it.wikipedia.org

Charlot emigrante (The immigrant), di Charlie Chaplin, Usa, 1917, 20’.
Su una nave di poveri emigranti, Charlot incontra una ragazza di cui s'innamora. A New York, dov'è disoccupato, l'invita a pranzo e, minacciato dal brutale cameriere, tenta di pagare con una moneta falsa. La fortuna gli piomba addosso all'ultimo momento. Dal sito www.mymovies.it

Film sull'immigrazione messicana

La gabbia dorata - La Jaula de Oro, di Diego Quemada Diez, Messico, 2013, 102'.
Tre adolescenti guatemaltechi, Juan, Sara e Samuel, cercano di raggiungere gli Stati Uniti d'America per inseguire il sogno di un'altra vita, lontano dalla povertà in cui sono cresciuti. Alla frontiera, dopo il primo scontro con gli agenti, Samuel tornerà a casa, mentre Juan e Sara, cui si è aggiunto Chauk, un indio del Chiapas che non parla lo spagnolo, andranno avanti. Il loro sarà un percorso pieno di insidie, un cammino nella disperazione, contro tutto e tutti. Dal sito www.mymovies.it

María en tierra de nadie, di Marcela Zamora Chamorro, El Salvador/Guatemala/Mexico, 2010, 86'. Documentario
È stato sulle rive del Suchiate, il fiume che delinea la frontiera tra Tecún Umán, in Guatemala, e Ciudad Hidalgo, nello stato messicano del Chiapas, che tra l’ottobre 2008 e il dicembre 2009 la documentarista Marcela Zamora Chamorro ha cominciato a seguire alcune donne centroamericane durante il loro viaggio verso gli Stati Uniti, dove molte di loro non sono mai arrivate. Il suo documentario María en tierra de nadie raccoglie testimonianze forti, mai mostrate prima, di ciò che è accaduto nel crudele percorso di alcune di queste donne e sopravvissute, dell’impotenza dei familiari che non hanno più visto le loro figlie, madri, zie, sorelle dopo che queste hanno cominciato il loro viaggio verso il nord. Dal sito lineadifrontiera.com

Le tre sepolture (The Three Burials of Melquiades Estrada) di Tommy Lee Jones, USA, 2005, 120'.
Un emigrato messicano viene ucciso da una guardia di frontiera tanto stupida quanto arrogante. Pete, suo unico vero amico, decide di scoprire chi è il colpevole della sua morte e (visto che le forze dell'ordine preferiscono insabbiare il caso) lo punisce personalmente sequestrandolo e costringendolo a viaggiare con lui e con il cadavere del messicano. La meta è il paesino da cui l'uomo proveniva e in cui aveva chiesto di essere sotterrato. Dal sito www.mymovies.it

Un dia sin mexicanos, di Sergio Arau, Usa/Mexico/Spain, 2004, 100' .
Una mañana California descubre que un tercio de sus habitantes ha desaparecido. Una extraña niebla rosa envuelve el estado y toda comunicación con el exterior han sido interrumpida. Conforme transcurre el día, descubrimos que la característica que une a los 14 millones de desaparecidos es su procedencia hispana. Dal sito www.undiasinmexicanos.com

New World Border, di Casey Peek, Usa/Messico, 2001, 28'. Documentario
A film documenting the rise of human rights abuses along the US-Mexico border since the implementation of border walls (such as Operation Gatekeeper) that have been erected in populated areas throughout the border region during the last decade. Dal sito www.progressivefilms.com

City of dreams: the disappearing women of Juarez. di Bruno Sorrentino, Juarez , 2001, 44'.
In Juarez, Mexico, a city of over 1.2 million people, an unprecedented 250 young women have been murdered since 1993. Their raped and mutilated bodies, dumped into the Chihuahua desert, were left for happenstance discovery. These murders are only now beginning to gain the investigative attention they warran. Dal sito libweb.lib.buffalo.edu

Death on a Friendly Border. di Rachel Antell, New York, 2001, 26'. Documentario.
Since the mid-1990s when the United States began militarizing its southern border, an average of one person a day has died crossing inot the USA. "Death on a Friendly Border" puts a human face on this international tragedy. We hear the story of one woman's journey from her impoverished village in Mexico into the US desert with her 18 month old baby. And we hear the stories of migrants, the Border Patrol agents and the activists for whom the militarization of the border has become the governing reality of their lives. Dal sito www.brooklynfilmfestival.org

New World Border. di Jose Palafox, Casey Peek, 2001, 28'. Documentario.
A film documenting the rise of human rights abuses along the US-Mexico border since the implementation of border walls (such as Operation Gatekeeper) that have been erected in populated areas throughout the border region during the last decade. This documentary includes interviews with immigrant rights organizers, testimony from immigrants, analysis of 'free trade' policies, and discusses efforts to build a vibrant movement for immigrant rights. Da www.peekmedia.com

Bread and roses, di Ken Loach Gran, G.Bretagna/Spagna/Francia/Germania/Svizzera, 2000, 110'.
Emigrata clandestina, la messicana Maya trova lavoro (sottopagato) come janitor (addetta alle pulizie) nell'agenzia di Los Angeles in cui lavora la sorella maggiore Rosa. Grazie a un sindacalista, impara a lottare per un salario più equo e l'assistenza sanitaria. Dal sito www.mymovies.it

The Forgotten Americans, di Hector Galan, San Marcos: Southwest Texas State University, 2000.
In America, colonias "the Spanish word for neighborhoods" has come to describe rows of "ruddy, crudely constructed shacks that are little more than a patchwork of old boards and cardboard," according to one resident. These single or double room dwellings were placed on land that was never registered with any city or county. As a result these communities exist without fundamental services such as water and electricity. Dal sito www.imdb.com

Performare il confine (Performing the border) di Ursula Bienmann, Svizzera-Messico, 1999, 42'. Documentario.
A Ciudad Juarez, in Messico, a partire dagli anni 1993/1995, quando svariate centinaia di donne cominciarono ad essere uccise  tutte secondo una stessa modalità: donne esili, dai lunghi capelli neri, povere, soprattutto lavoratrici, più di rado studentesse,  violentate, torturate, accoltellate o strangolate ed il loro cadavere  abbandonato nel deserto. Dal sito www.carmillaonline.com

Borderline cases: environmental matters at the United States-Mexico border di Lynn Corcoran, Usa, 1997, 65'. Documentario.
Borderline cases investigates the environmental impact of the nearly 2,000 factories - maquiladoras - that have been built in Mexico at the US-Mexico border by multinational corporations from the US, Asia and Europe. Dal sito www.bullfrogfilms.com

De l'autre coté, di Chantal Akerman, Francia, 2003, 143'. Documentario.
La frontière entre les Etats-Unis et le Mexique. Les mexicains, désespérés, sont passés pendant des années par San Diego mais le Service d'Immigration Américain qui se sert des technologies les plus avancées, a réussi à arrêter le flux des illégaux dans cette partie de la Californie et à le déporter dans les régions désertiques et montagneuses de l'Arizona. Là, ils ont crû que les difficultés, les dangers, le froid et la chaleur les arrêteraient. Mais les mexicains n'ont rien à perdre
. Dal sito www.premiere.fr

Human contraband: selling the American dream prodotto da ABC News, 2001, 23'. Documentario.
They risk their lives. They pay every dollar they have. And in 2000, the closest that 180,000 illegal immigrants came to a life of freedom in the U.S. was a stay in a Mexican detention center. Dal sito ffh.films.com

Miles from the border, di Ellen Frankenstein prodotto dal Center for Visual Anthropology at the Department of Anthropology in collaborazione con la School of Cinema-Television, University of Southern California. Documentario.
Manuela and Ben Aparicio, sister and brother, brought by their parents in search of a better future, arrived in the United States from a rural village in Mexico to an ethnically divided community in California. Twenty years later, they share their stories of dislocation and their determination to succeed. Dal sito www.newday.com

Señorita Extraviada (Missing Young Woman) di Lourdes Portillo, Messico, 2001, 74'. Documentario.
Señorita Extraviada, tells the story of the hundreds of kidnapped, raped and murdered young women of Juárez, Mexico. The murders first came to light in 1993, and young women continue to "disappear" to this day without any hope of bringing the perpetrators to justice . Dal sito www.lourdesportillo.com

The Time Has Come! A Border Community Stands Up To the U.S. Border Patrol di Suzan Kern, James Fenian, Debbie Nathan, El Paso,1996, 42'. Documentario.
Details the abuses suffered by both Mexican nationals and Mexican-Americans in El Paso by the border patrol and describes how the border communities are fighting back. Dal sito search.library.wisc.edu

Caught between two countries: a border school crisis di Kevin Richard Lee, Albuquerque, 1996, 28'. Documentario.
Students from Palomas, Mexico, have traditionally been allowed to attend public schools in Deming, New Mexico. This film reports on controversy in the community about whether to allow this practice to continue. Dal sito libcat.nmsu.edu

Intercultura e conflitti culturali

Something necessary, di Judy Kibinge, Kenia/Germania, 2013, 85'.
Is an intimate moment in the lives of Anne and Joseph. A woman struggling to rebuild her life after the civil unrest that swept Kenya after the 2007 elections claiming the life of her husband, the health of her son and leaving her home on an isolated farm in the Kenyan countryside in ruins, she now has nothing but her resolve to rebuild her life left. A young man, troubled gang member who participated in the countrywide violence is drawn to Anne and her farm seemingly in search of redemption. Both, Joseph and Anne need something that only the other can give to allow them to shed the painful memories of their past and move on. Dal sito www.imdb.com

Why are they here? Chinese stories in Africa, di Yara Costa, Ghana/Lesoth/Mozambico, 2011, 35'.
Why Are They Here? Chines Stories in Africa focuses on Chinese immigrants in Africa. While Chinese immigrants have always lived in Africa in the past, hundreds of thousands have come to the continent in recent years, with more on their way, hoping to open small businesses and to prosper. However, their lives don’t always turn out as they expected. Director Yara Costa focuses her camera lens on encounters between Africans and Chinese in three different countries: a tiny village in Lesotho; an isolated island in Mozambique; and Accra, the bustling capital city of Ghana. Dal sito 2012.africanfilmfestival.org

Maibobo, di Yves Montand Niyongabo, Ruanda, 2010, 84'. Cortometraggio.
Quindici anni dopo il genocidio in Ruanda, molti bambini rimasti orfani sono diventati maibobo (ragazzi di strada) e vivono tutt'oggi ai margini della società. Dai racconti e dalle esperienze di questi ragazzi, nasce il film, un racconto sulla loro difficile esistenza. Piedi scalzi e sacco sulle spalle con tutti i suoi averi, un ragazzo di strada dalla campagna si dirige verso la città in cerca di fortuna. Dal sito it.wikipedia.org

Invictus, di Clint Eastwood, Usa, 2009, 134'.
Nelson Mandela è il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Per far ciò si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri. Ma Madiba, come lo chiamano rispettosamente i suoi più stretti collaboratori, non intende demordere. C'è uno sport molto diffuso nel Paese: il rugby e c'è una squadra, gli Springboks, che catalizza l'attenzione di tutti, sia che si interessino di sport sia che non se ne occupino. Perché gli Springboks, squadra formata da tutti bianchi con un solo giocatore nero, sono uno dei simboli dell'apartheid. Mandela decide di puntare proprio su di loro in vista dei Mondiali di rugby che si stanno per giocare in Sudafrica nel 1995. Il suo punto di riferimento per riuscire nell'operazione di riunire la Nazione intorno alla squadra è il suo capitano François Pienaar. Dal sito www.mymovies.it

Khamsa, di Karim Dridi, Francia 2008, 110’.
Marco (interpretato dall’esordiente Marc Cortes) ha undici anni, un passato complicato alle spalle ed un futuro ancora più drammatico. Fuggito dalla famiglia a cui era stato dato in affido torna al campo nomadi dov’è nato (siamo nella periferia di Marsiglia) per riunirsi alla propria famiglia naturale, che però lo accoglie con fastidio.L’unico affetto del bambino è la morente nonna, che costretta in un letto all’interno d’una baracca del campo spirerà di lì a pochi giorni. Marco osserva il mondo con dei grandi occhi neri persi nel vuoto, la vita sembra scorrergli addosso priva d’alcun senso. Dal sito www.rapportoconfidenziale.org

Azur e Asmar, di Michel Ocelot, Francia, 2006, 99'. Cartone animato.
Azur ha gli occhi azzurri, Asmar ce li ha neri come la notte. Il primo è figlio di un nobile gelido, il secondo di un'amorevole balia, che cresce i pargoli come fratelli, raccontando a entrambi, ogni sera, alle porte del sonno, la leggenda della fata dei Jinns, che attende, da una prigione nascosta, il giovane che la libererà. Ma un giorno il padre di Azur lo manda lontano da casa per studiare e scaccia dalla sua dimora francese la nutrice e il piccolo Asmar. Solo una volta adulto, Azur si imbarcherà in direzione dell'Oriente per ritrovare i suoi cari e liberare la fata dei Jinns. Dal sito www.mymovies.it

Babel, di Alejandro Gonzalez Inarritu, Usa, 2006, 135'.
Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un'umanità sola e dolente. Il detonatore che innesca una reazione a catena in questo puzzle composto da tessere fin troppo perfettamente combacianti è il colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini in un paese sperduto del Marocco. Dal sito www.mymovies.it

Il pane nudo, di Rachid Benhadj, Algeria/Italia/ Marocco, 2005, 90'.
È la storia di Mohamed Choukri, nato nel Rif e trasferitosi a Tangeri con la famiglia per sfuggire alla povertà, ritrovandosi a patire ogni stento con un padre violento e alcolizzato - che ucciderà il fratello - e una madre troppo devota alla religione e al marito. Dal sito www.mymovies.it

Fatima, l’Algerienne de Dakar, di Med Hondo, Francia/Mauritania/Senegal/Tunisia, 2004, 89'.
Il sottotenente senegalese alleato della Francia, sposa l’algerina Fatima per toglierla da uno stato di perenne umiliazione ed emarginazione a causa del figlio nato dalla violenza. Un figlio nero insultato e disprezzato continuamente dagli sguardi e dalle voci indiscrete della gente, che sottolinea la divisione e il senso di superiorità di un popolo rispetto a un altro. Dal sito www.cinemavvenire.it

Crash, di Paul Haggis, Usa/Germania, 2004, 113'.
Paul Haggis, qui anche nelle vesti di regista, che ci racconta, in una pellicola appassionante e vibrante, le vite di numerosi personaggi in cerca d'autore, alle prese con i problemi di tutti i giorni, dovuti all'ignoranza, al razzismo, alla ostentata misantropia che uno dei protagonisti ritiene causa principale del dissesto di una Los Angeles cupa e oscura, spettro di un paese, l'America, il cui sogno pare essere svanito nel nulla Dal sito www.mymovies.it

La porte du soleil, di Yousry Nasrallah, Francia/Egitto, 2004, 438'.
Il film racconta cinquanta anni di storia, di sofferenze di un popolo, di speranze e di amore. All'inizio c'era la Palestina? Lì inizia la storia di Younes - conosciuto come Abou Salem, oppure come l'Uomo, o come padre di Ibrahim - che combatte contro gli inglesi all'età di sedici anni. Ma mentre lotta, viene mandato in Libano e diventa clandestino in patria. Poi inizia la storia di Mahila, sua moglie da quando aveva dodici anni, che allatta il loro primo figlio, nato mentre abbandonavano la loro casa in fiamme diretti verso il nord. Riesce a rincontrare suo marito in gran segreto in una caverna di Bab El Chams, in Galilea.Poi c'è la storia del dottor Khalil, abbandonato da bambino da sua madre nella confusione dei campi profughi, destinata a intrecciarsi con la loro perché a Beirut risveglia Younes da un lungo coma, cullandolo con il racconto della storia del suo popolo. C'è poi anche quella di Chams, giustiziato dai suoi compagni d'armi. Dal sito www.comingsoon.it

Mirka, di Rachid Benhadji, Italia/Francia/Gran Bretagna/Spagna, 2000, '103.
Mirka compare d'improvviso nella vita di Kalsan ed Elena e la sconvolge. E' solo un bambino di dieci anni in cerca della sua mamma, ma porta con se un segreto in grado di far riemergere gli incubi dell'adolescenza di Elena. Siamo in un villaggio montano dove si vive semplicemente, a contatto con la natura e gli animali, ma dove la violenza serpeggia in ogni azione e in ogni parola, ricordo di una sanguinosa guerra etnica che anni prima aveva sconvolto il paese. Inseguito da una banda di ragazzini, come una povera preda inerme, il piccolo Mirka si rifugia in un granaio. Dal sito www.cineuropa.org

Non uno di meno, di Zhang Ymou, Cina, 1999, 102'.
Una maestrina (con o senza la penna rossa) va in cerca della pecorella smarrita, lo scolaretto scomparso dalla sua classe. La classe di Yimou non è acqua, anche con un soggetto deamicisiano. Uno di quei film fatti apposta per vincere il Leone a Venezia. Cosa che si è puntualmente verificata. Dalle opere in costume, Lanterne rosse, ai soggetti contemporanei, lo stile perde un po'. Dal sito www.mymovies.it

Emigrazione Italiana

Amore cieco, di Lucrezia Lo Bianco. Presentato al programma Crash, Raitre, 6 dicembre 2012. Puntata online sul sito di RaiStoria . Documentario.
Nei primi cent’anni di Italia unita lasciano il nostro Paese quasi 30 milioni di persone: destinazione Americhe, Australia, o più frequentemente l’Europa, con Germania, Francia e Belgio in testa alla classifica delle destinazioni. Quando l’unica soluzione è emigrare, sono gli uomini i primi a partire: lasciano al paese le famiglie, e cercano fortuna. E le donne? Sono poche quelle che partono subito, al seguito dei mariti. La maggior parte rimane, prendendosi cura di casa, campi, bambini ed anziani, mentre aspetta una lettera dal marito che significherà dover ricominciare una nuova vita, lontano. Dal sito www.raistoria.rai.it

Americhe

Pane amaro, di Gianfranco Norelli, Italia, 2007, 50'. Documentario.
Pane Amaro racconta la storia di tutti quegli uomini e donne che lasciarono l’Italia in cerca di fortuna. È la storia di famiglie che abbandonarono una patria dove non potevano più vivere. Famiglie che scappavano dalla miseria del loro paese.
Gente che imparò a lottare fin dalle banchine dei porti. Che, a volte, fu rimandata indietro. Che soffrì la fame. Che visse ai margini della società. Che, spesso, vide infranti i propri sogni. Che fu costretta a nutrirsi con il pane amaro della vergogna e della miseria. Dal sito www.lagrandestoria.rai.it

Il mare sul muro , di Ilario Blanchietti e Alberto Signetto, Italia, 2007, 52´. Documentario.
Caluso è un paese del Canavese. Da questa zona rurale dalla fine del 1800 fino al secondo dopoguerra partirono migliaia di emigranti verso la "Merica", come veniva chiamata l'Argentina. Da qui, nel 1905, partirono anche i nonni di Munè, per arrivare nella provincia di Buenos Aires, dove i loro discendenti continuano a vivere. Cento anni dopo, Munè torna a cercare le sue origini e a coronare il sogno di donare al paese una sua opera, che ricordi i sacrifici di tutti gli emigranti del passato, del presente e del futuro. Storia di un murales e del suo creatore, che racconta l´arrivo dei nonni a Buenos Aires nel 1905. www.cinemambiente.it

Nuovomondo, di Emanuele Crialese, Italia/Francia, 2006, 112'.
Nella Sicilia degli inizi del Novecento, Salvatore fa un voto e chiede un segno al cielo: vuole imbarcarsi per il nuovomondo e condurre in America i figli e l’anziana madre. Il segnale è una cartolina di propaganda che ritrae minuscoli contadini accanto a galline giganti o a carote sproporzionate. Venduta ogni cosa posseduta, Salvatore lascia la Sicilia alla volta dell’America. Durante la traversata oceanica incontra la bella Lucy, una young lady che indossa il cappello ed è più elegante della figlia del sindaco del paese. Luce parla la lingua dell’America e cerca un compagno da impalmare per ritornarci da signora. Salvatore, da vero galantuomo, accoglie la sua avance. Il lungo viaggio approderà ad Ellis Island, l’isola della quarantena dove si decideranno gli ingressi e i rimpatri. Dal sito www.mymovies.it

Nella pancia del piroscafo, di Alberto Signetto, Italia/Argentina, 2006, 73'. Documentario.
Il regista ripercorre in prima persona dopo cinquanta anni il lungo viaggio della sua famiglia verso l’Argentina in cui è nato, all’interno dell’ultima ondata migratoria dei piemontesi, avvenuta nel 1948. Questo percorso attraverso la memoria privata e il continuo accavallarsi di situazioni, di luoghi e di sensazioni, insieme ad un uso del repertorio rallentato e distorto, costituiscono la cornice di una ricostruzione non analitica, ma soggettiva ed emozionale della situazione degli immigrati dal Piemonte e della loro presenza dal dopoguerra ad oggi nella storia argentina, dal peronismo fino alla crisi economica, attraverso il periodo buio e sanguinoso della dittatura militare. Dal sito www.cinemambiente.it

La vera leggenda di Tony Vilar, di Giuseppe Gagliardi, Italia, 2006, 93'. Documentario musical.
Antonio Ragusa è un cantautore calabrese emigrato in Argentina insieme alla "donna più cara della sua vita", la chitarra, in cerca di fortuna. Lì trova l'America - è il caso di dirlo - e con il nome di Tony Vilar diventa uno dei massimi rappresentanti della canzone melodica negli anni '60, portando al successo mondiale Cuando calienta el sol. Due decenni dopo la sua scomparsa un cugino di secondo grado, (il musicista Peppe Voltarelli, leader della band Il parto delle nuvole pesanti e co-sceneggiatore del film), si mette sulle sue tracce per fare luce sul suo declino come artista e consegnargli una canzone scritta e dedicata al suo mito. Arrivato a Buenos Aires scopre che anche lì, del cugino, non si hanno più notizie, ma viene messo a conoscenza della verità che si cela dietro il ritiro di Vilar dalle scene. Non datosi per vinto vola fino a Nueva York accompagnato da uno strambo personaggio disposto ad aiutarlo, e si perde nei racconti della gente che incontra, tutti compatrioti americanizzati. Dal sito www.mymovies.it

Mambo italiano, di ╔mile Gaudreault, Canada, 2003, 92'.
Angelo è figlio di genitori italiani all'antica, emigrati a Montreal, in Canada.
Il ragazzo shockerà la famiglia, quando deciderà di andare a vivere da solo, senza essere sposato. Lo shock sarà ancora più grande quando i genitori, scopriranno che il loro amato figlio è gay! Commedia dai toni vivaci ed ironici, ritratto della tipica famiglia italiana che la regista Canadese ritrae con leggerezza, evitando con stile i luoghi comuni. Dal sito www.mymovies.it

L´America me l´immaginavo. di Alina Marazzi, 1991, 22´. Documentario.
Racconta le storie di emigrazione verso gli Stati Uniti (e precisamente verso la California) di alcuni pescatori dell'isola siciliana di Marettimo. Dal sito www.mymovies.it

Europa

Les associations italiennes en Suisse: Mondes Visions Divisions, di Morena La Barba, Svizzera, 2007, 35'. Documentario.
"Les associations italiennes en Suisse après de glorieuses années d’activisme traversent aujourd’hui un état de crise. Pourtant les activités continuent, les locaux sont rénovés et de nouveaux besoins pointent. Le film relate le parcours de trois personnages, trois générations, trois visions, trois mondes significatifs de l'évolution de la communauté italienne en Suisse. Ce documentaire, résultat d’une recherche-action, se veut une invitation à la réflexion et à la discussion." Dal sito www.unige.ch

Doichlanda, di Giuseppe Gagliardi, Italia, 2003, 45'.
Il viaggio musicale di una band etno-rock nei ristoranti calabresi in Germania. Un viaggio che racconta, attraverso le facce degli emigranti, i cambiamenti, le trasformazioni e le contraddizioni di una dinamica culturale di estremo interesse. Doichlanda è il modo in cui gli emigrati calabresi usano chiamare la Germania e indica anche un luogo che offre nuove possibilità di lavoro. Dal sito filmitalia.org

Si pensava di restare poco, di Francesca Cangemi e Daniel von Aarburg, Italia/Svizzera, 2003.
Dodici ritratti per un film che racconta il destino degli emigranti italiani. Dall’Italia alla Svizzera, con un biglietto di sola andata. Dal sito www.swissinfo.ch

Solino, di Fatih Akin, Germania, 2002, 124'.
La famiglia Romano, giovane coppia con due bambini, Gigi e Giancarlo, nel 1964 decide di lasciare il paese natale nelle Puglie, Solino, per trasferirsi a Duisburg Germania, nel cuore del complesso industriale e siderurgico della Ruhr, dove alcuni compaesani hanno già trovato lavoro. L'impatto è traumatico e la miniera troppo dura per Romano, ma Rosa ha un'idea: aprire la prima pizzeria di Duisburg. Negli anni la famiglia conquista la tranquillità economica e i due fratelli crescono e diventano adulti in una società che, soprattutto per i giovani, sta cambiando velocemente. I primi amori e la passione di Gigi per il cinema divideranno i due fratelli fra la Germania e il paese natale. Dal sito www.mymovies.it

Il vento di Settembre, di Alexander J. Seiler, Svizzera, 2002, 105'. Documentario
40 anni dopo “Siamo italiani” l'autore dedica nuovamente attenzione ad alcuni di quei “lavoratori immigrati” che arrivarono in Svizzera dal Sud Italia. Oggi in pensione, le giovani coppie di allora rientrate a casa si gustano i frutti del loro duro lavoro in terra straniera, aspettando sempre con impazienza la visita dei figli, rimasti in Svizzera. Non sono solo gli italiani della seconda generazione in Svizzera a sentirsi “metà-Svizzero, metà-Italiano”, un gran numero di emigrati rientrati nel paese natale sono “la maggior parte del tempo con i pensieri in Svizzera”. “Mi manca sempre qualcosa” dice Anna, 40 anni. “La distanza e il desiderio ti spezzano il cuore” dice Tonuccio, 65 anni, riassumendo la vita degli emigrati. Dal sito www.venturafilm.ch

Pane e cioccolata, di Franco Brusati, Italia, 1973, 115'.
Nino è un emigrato che vive e lavora in Svizzera. Accidentalmente smarrisce il permesso di soggiorno. Da qui una serie di avventure per non perdere il lavoro ed essere rispedito in Italia. Un industriale suo compatriota, lo assume presso la propria azienda. Sfortuna vuole che la società fallisca e l'industriale cada in depressione dopo la perdita della moglie. Nino decide allora di farsi passare per svizzero, ma viene smascherato. Rischiando l'immediata espulsione dal Paese elvetico. Dal sito www.archivio.raiuno.rai.it

Lo stagionale, di Alvaro Bizzarri, Italia, 1971, 50'. Documentario.
E’ la storia di un vedovo, immigrato italiano che, sostenuto dalla solidarietà di altri immigrati, riesce a ricongiungersi al figlio. Sullo sfondo l’infamia dei bambini invisibili, centinaia di bambini per anni rinchiusi in casa col divieto di affacciarsi alle finestre, di aprire la porta e di fare rumore, effetto di una legge, ora abolita, che di fatto impediva agli immigrati di poter fare un qualsiasi progetto per il futuro. Il film creò scandalo nell’opinione pubblica e creò le condizioni per una revisione della legge. Dal sito www.mymovies.it

Siamo italiani , di Alexander J. Seiler, Svizzera, 1964, 75'. Documentario
Pieno di sensibilità per la forte comunità di italiani (circa 500mila) che vivevano in Svizzera, questo documentario racconta la storia della loro discriminazione. Considerati "un problema", gli italiani erano visti in modo stereotipato e considerati indistintamente noiosi, sporchi e pericolosi "non-cittadini", trattati malamente tanto dall'opinione pubblica quanto dai funzionari dell'immigrazione. Questo film venne bloccato dopo essere stato proiettato per la prima volta sugli schermi svizzeri perchè dipingeva una realtà preclusa a questo cinema. Dal sito www.ilgiocodeglispecchi.info

I magliari, di Francesco Rosi, Italia, 1959, 107'.
In Germania, un gruppo di napoletani tenta di instaurare il monopolio della vendita di stoffe. Un gruppo concorrente di esuli polacchi crea mille difficoltà obbligando gli italiani a fare e disfare alleanze e accordi con un ricco industriale tedesco. Tra tanti affari, una storia d'amore tra la bella moglie di Mayer e Mario, giovane operaio. I due, comunque, si lasciano quando Mario decide di abbandonare tutto e tornare in Italia. Dal sito www.mymovies.it

Gli anni che non ritornano, di Yves Allégret, Francia/Italia, 1955, 90'.
La costruzione di una diga nell'alta Savoia sotto la direzione di un ingegnere, giovane e malato. Edificante dramma in sordina semidocumentaristico sul lavoro umano e l'internazionalismo operaio. Dal sito www.mymovies.it

Il cammino della speranza, di Pietro Germi, Italia, 1950, 101' .
L'odissea di un gruppo di siciliani che, dopo la chiusura della zolfatara, partono verso il nord finché, dopo varie peripezie, passano clandestinamente il confine con la Francia. Poteva essere, ma non è, il Paisà della disoccupazione postbellica perché è un compendio di temi melodrammatici più che neorealistici.. Dal sito www.mymovies.it

Rom, sinti e camminanti

Visita la sezione Videoteca della pagina Cestim dedicata a Rom, sinti e Camminanti.

CESTIM Centro Studi Immigrazione onlus
C.F. 93039900233 - P.IVA 02251650236
via Cavallotti, 10 - 37124 Verona
Tel. 0039-045-8011032 - Fax 0039-045-8035075

Contatti

"La prima schiavit¨ Ŕ la frontiera. Chi dice frontiera, dice fasciatura.
Cancellate la frontiera, levate il doganiere, togliete il soldato, in altre parole siate liberi.
La pace seguirÓ." (Victor Hugo)
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il
mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (don Lorenzo Milani)