IL MONDO IN CASA MIA

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IL PROGETTO
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Il mondo in casa mia
I promotori


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L'INCHIESTA
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Indice
Abitare significa vivere
Le agenzie immobiliari
Le banche
Le associazioni
Le buone pratiche
Inchieste sul disagio abitativo degli immigrati in: Italia - Germania - Spagna - Francia
Soluzioni possibili:
esempi dall' Europa


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LA GUIDA
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Indice
Introduzione
Il diritto alla casa: le leggi
Le strutture collettive
Affittare una camera
Affittare una casa
Discriminazione
Consigli utili
Indirizzi utili
Glossario
Doc. completo (.doc - .pdf)


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LA CAMPAGNA
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La Campagna
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Il pieghevole
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MATERIALI
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Guida pratica e giuridica per la ricerca di un alloggio in Italia 2001

Alloggiare in strutture collettive

 

L'Art. 40 del TU sull'immigrazione propone agli immigrati soluzioni abitative differenti secondo le diverse situazioni ed i diversi stadi del percorso migratorio, in modo tale da permettere un inserimento abitativo specifico per le diverse esigenze dell'immigrato.

Il campo delle iniziative abitative specificatamente rivolte agli immigrati si limita alle fasi transitorie (il primo arrivo e il primo momento dell'inserimento abitativo degli immigrati). Per le fasi successive non vi è ragione d'impostare una politica differenziata per cittadinanza o per origine etnica. La legge si limita a permettere l'accesso indiscriminato all'accesso alla casa.

I momenti di questo percorso di inserimento abitativo consistono, prescindendo dalle soluzioni specifiche che debbono essere di volta in volta adottate, in centri di accoglienza, alloggi sociali collettivi o privati, strutture alloggiative organizzate in forma di pensionato.


 

Struttura di prima accoglienza

Si tratta di una residenza collettiva multipla ( indicativamente 20-50 posti letto a seconda dei contesti locali) che può essere composta di stanze in cui convive un certo numero di persone (generalmente 4-6), dove la durata della permanenza è al massimo 6 mesi, e dove gli ospiti pagano un canone sociale giornaliero, eventualmente svolgendo alcuni servizi (manutenzione, pulizia...). Qui si trovano generalmente anche il centro di servizi sociali, culturali, di orientamento, e gli uffici di gestione.

A volte a questa struttura sono collegati alloggi distribuiti all'interno di una certa area urbana. Queste residenze generalmente ospitano da quattro a sei persone che pagano un canone sociale.

In questo modo si riducono importanti concentrazioni di stranieri in un unico edificio, spesso considerate come ghettizzanti dall'opinione pubblica: la gestione di queste unità dipende comunque dall'ente sociale che le ha in carico.

Per far si che tale sistemazione non diventi definitiva, e che non alimenti altri meccanismi di dipendenza, l'ente gestore del Centro di Prima Accoglienza gestisce anche altre forme di offerta ed accompagnamento abitativo, ed il canone richiesto cresce progressivamente a seconda della situazione socioeconomica e della durata della presenza dello straniero nella struttura di accoglienza. Quando gli immigrati si rendono autonomi economicamente, il canone sociale richiesto si eguaglia al costo unitario di gestione ed il gestore del centro propone, per lasciare il più velocemente possibile il posto libero a nuovi ospiti, differenti opzioni descritte qui sotto.

 


Seconda accoglienza

In questo caso gli immigrati dispongono di strutture collettive costituite da stanze per singoli o piccoli gruppi familiari, eventualmente con parti separate destinate a maschi soli, femmine sole, o famiglie, dove la permanenza può essere indicativamente di 1- 5 anni e il canone pagato dagli ospiti sarà oggetto di una convenzione ente pubblico/ente gestore.

 


Alloggi gestiti da enti sociali

Si tratta di strutture di accoglienza distribuiti sul territorio, destinati a famiglie o a piccole convivenze, dove gli ospiti pagano un canone di mercato (resta a carico pubblico solo la mediazione /garanzia/assistenza sociale svolta dall'ente).

 


Inserimento residenziale in alloggi privati

In questo caso il contratto di locazione è intestato direttamente agli inquilini stranieri, che pagano il canone di mercato, e dove l'ente sociale svolge solo un ruolo esterno di mediazione/accompagnamento/garanzia, oltre ad un forte lavoro culturale sulle comunità dei nativi.

 


P. N. A.: Programma Nazionale Asilo

Il Programma Nazionale Asilo è nato dall'esigenza di creare un sistema nazionale di accoglienza e protezione in favore dei richiedenti asilo nonché di sostegno all'integrazione per i rifugiati e persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Per la progettazione e l'attuazione degli interventi, i Comuni assumono un ruolo centrale. Nella maggior parte dei progetti territoriali, le attività sono realizzate con il coinvolgimento dell'associazionismo locale più impegnato nel settore.

La rete del P.N.A. è costituita da una serie di centri di accoglienza operativi su gran parte del territorio nazionale, comprese le principali aree d'ingresso e di uscita (porti, aeroporti, valichi di frontiera) e le grandi aree metropolitane.

Questi centri offrono accoglienza e protezione ai richiedenti asilo, nell'attesa della definizione della procedura di riconoscimento dello "status di rifugiato", e forniscono informazioni sui propri diritti e doveri nonché sostegno nella ricerca di opportunità lavorative e abitative necessario per un pieno e autonomo inserimento nel contesto territoriale.

Informazioni riguardanti i centri di accoglienza delle singole regioni possono essere richieste contattando la Segreteria Centrale del P.N.A (l'indirizzo è indicato alla fine di questa guida - vedere Roma).

   
I Promotori:
ASAL
- COOP. LA CASA PER GLI EXTRACOMUNITARI - ICS - LUNARIA
MANCOMUNIDAD DE SERVICIOS SOCIALES DELSURESTE -
UNION FRANCAISE DES CENTRES DE VACANCES - CRFA
VERMIETUNGSGENOSSENSHAFT LUDWIG FRANK
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Con il contributo della Commissione Europea,
Dir. Gen. Occupazione e Affari Sociali