| KURDI Acnur: «rivedere il diniego» Oggi è il sedicesimo giorno di sciopero della fame per i trentaquattro kurdi turchi che, a Roma, stanno protestando per i ripetuti dinieghi che la Commissione centrale rilascia alle persone di origine kurda che vivono in Turchia. Anche loro hanno visto respingere una per una le loro domande, con motivazioni inconsistenti e dopo aver potuto dialogare con la Commissione solo per cinque minuti. Se non si porrà rimedio a questa situazione, per loro si aprirà la porta dell'espulsione verso uno stato che li perseguita. Anche l'Alto commissariato per i rifugiati (Acnur) ieri ha chiesto alla Commissione di riesaminare le loro richieste, ritenendo possibile che, in sede di riesame, possano emergere nuovi elementi utili a concedere lo status di rifugiato. Ieri una delegazione dei kurdi in sciopero della fame si è riunita in presidio sotto la camera dei deputati, mentre Pisanu riferiva sul tema dell'immigrazione. Durante il dibattito, il segretario del Prc, Fausto Bertinotti, ha parlato della loro situazione auspicando uan soluzione positiva. I kurdi hanno annunciato che il 27 saranno insieme ai comboniani per manifestare davanti al Viminale. Intanto, le condizioni di salute dei trentaquattro uomini si fanno ogni giorno più preoccupanti |